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Trattori, scatta la tregua: ora gli agricoltori vogliono negoziare

Edoardo Romagnoli
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È stata annullata la manifestazione in piazza San Giovanni in programma oggi, ci sarà solo una delegazione di quattro trattori. I manifestanti non escludono un «giro in centro senza creare troppi intralci». Nel frattempo gli agricoltori impegnati nel presidio in Liguria continuano a puntare su Sanremo. «Se non potremo salire sul palco dell’Ariston, saremo costretti a concentrare su Sanremo, a partire da domani, tutti i trattori dei presidi della Lombardia, del Piemonte e della Liguria» si legge in una nota di Riscatto Agricolo. Dal punto di vista politico è slittata a oggi, o al massimo lunedì, la presentazione dell’emendamento dei relatori e del governo al Milleproroghe in materia di Irpef agricola. Sarà l’ultima riformulazione che verrà inserita. È caccia alle risorse, ma intanto è arrivato il via libera di Giancarlo Giorgetti per una misura ad hoc. «Le forze politiche - ha spiegato il ministro - hanno convenuto di intervenire in materia di esenzione dall’Irpef per gli imprenditori agricoli che necessitano di un effettivo sostegno, eventualmente, prevedendo specifiche franchigie. Tale misura sarà, quindi, inserita nel primo veicolo normativo utile».

 

Alle porte delle elezioni europee il voto degli agricoltori è conteso non solo fra opposizioni e governo ma anche all’interno della maggioranza. Come dimostra lo scontro fra Lega e FdI. «I soldi vanno trovati» tuona il numero due di via Bellerio Crippa. Netto anche Molinari, capogruppo del Carroccio alla Camera: «Riteniamo sia stato un errore quello del governo di cancellare l’esenzione per il 2024. Abbiamo presentato un emendamento in cui si chiede di prorogare l’esenzione anche nel 2024. Aspettiamo che il governo ci dia delle risposte». Una posizione, quella di Molinari, apprezzata nel Pd che lo ha invitato a votare «il nostro emendamento sull’esenzione Irpef». Nel pomeriggio di ieri Salvini ha incontrato in Abruzzo una delegazione di agricoltori impegnati in un presidio alla periferia de L’Aquila. E per chi non avesse afferrato l’antifona il partito di Salvini ha pubblicato anche una nota in risposta alle parole del premier che aveva sottolineato come «il governo si occupa della categoria da ben prima che iniziasse la protesta». E così la Lega ha scritto in una nota che il partito «è da sempre al fianco di agricoltori, allevatori e pescatori, senza se e senza ma. Ben prima della protesta di queste settimane abbiamo presentato infatti atti concreti per sostenere uno dei settori più strategici e vitali per il Paese».

 

Le critiche degli alleati di governo vengono rigettate da Fratelli d’Italia che, tramite il capogruppo alla Camera Tommaso Foti, fa sapere: «Non risulta che siano mai state avanzate in sede di esame e di approvazione della legge di bilancio al Senato riserve da parte di gruppi della maggioranza». Uno dei big del partito ha ricordato che «la legge di bilancio l’ha fatta Giorgetti che è della Lega». Beppe Grillo lancia un attacco dal suo blog: «È una lotta interna al centrodestra anche in funzione anti-Coldiretti». Mentre per Fratoianni, Avs, quella del governo è «un’operazione barzelletta». Per il dem Boccia: «La destra è divisa». Per Italia Viva l’esecutivo «ha aumentato le tasse». Mentre per il leader di Azione Carlo Calenda il problema sono «i costi di produzione, perché comprare sotto il costo di produzione significa affamare le persone che lavorano». 

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