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Indi Gregory, i genitori ringraziano il governo Meloni: “Ci avete ridato speranza”

Antonio Sbraga
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«Sono molto orgoglioso di dire che mia figlia abbia la cittadinanza italiana e ringrazio il governo italiano e il popolo italiano dal profondo del mio cuore. Dio benedica l’Italia», esulta Dean Gregory, il papà della piccola Indi, la neonata inglese affetta da una malattia mitocondriale, nella speranza che la nuova cittadinanza italiana possa agire come un rapido salvacondotto in grado di consentire il trasferimento della piccola all’ospedale Bambino Gesù di Roma. I genitori di questa bimba di 8 mesi, ricoverata al Queen’s Medical Center di Nottingham, hanno infatti deciso d’impugnare la decisione del giudice Robert Peel, quella che ha stabilito che è «nel migliore interesse» della bambina che le vengano staccati i supporti vitali. Una decisione che ha confermato l’indirizzo espresso dai medici britannici, che non ritengono più possibile la cura del caso clinico della piccola Indi. Nemmeno dopo la disponibilità messa per iscritto dall’ospedale pediatrico romano ed inviata alle autorità inglesi.

 

 

Ora la cittadinanza italiana potrebbe cambiare le carte in tavola, dando una possibilità alla famiglia di trasferire Indi al centro per le cure palliative e la riabilitazione dell’ospedale pediatrico capitolino. «Oggi inizia un nuovo cammino per Indi, il mio cuore si riempie di gioia perché gli italiani hanno dato a me e mia moglie Claire speranza e fiducia nell’umanità. Gli italiani hanno dimostrato attenzione alle cure in modo amorevole e sostegno. Vorrei solo che nel Regno Unito fosse lo stesso», commenta amaro Gregory. Il termine deciso dalla Corte d’Appello inglese per lo spegnimento delle macchine che la tengono in vita scadeva ieri. Adesso, con il conferimento della cittadinanza italiana si riapre tutto.

 

 

«I legali sono al lavoro per presentare un ricorso e riuscire a ottenere un trasferimento celere», annuncia l’avvocato ed ex senatore Simone Pillon, che sta facendo da ponte per la famiglia tra il Regno Unito e l’Italia. E «si stanno preparando dei ricorsi da presentare a questo punto all’autorità italiana, essendo Indi cittadina italiana. E quindi poi speriamo - conclude Pillon - che si prenda atto anche Oltremanica di questa situazione nuova e si consenta alla bambina di essere trasferita. La famiglia non ha chiesto al governo italiano di farsi carico del trasferimento, anzi ha già provveduto a trovare una compagnia aerea in grado di trasportare pazienti in terapia intensiva».

 

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