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Giudice Apostolico, mossa "incredibile" del Csm: le toghe fanno quadrato

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Toghe in difesa della giudice Iolanda Apostolico. Fa discutere la decisione della prima Commissione del Csm che nella seduta di giovedì 26 ottobre ha deliberato a maggioranza (con la sola astensione del Presidente Enrico Aimi) l’apertura della pratica a tutela della autonomia ed indipendenza della magistratura determinata dal caso Apostolico. "La verifica circa la pendenza di numerose richieste di apertura di pratica a tutela scaturite da espressioni ritenute dai proponenti lesive della autonomia ed indipendenza della magistratura ha indotto la commissione a deliberare preliminarmente (all’unanimità) l’analisi urgente delle stesse onde valutarne la riunione alla nuova pratica, ritenendo assolutamente necessario affrontare il tema con la completezza che merita"; si legge in una nota dell’ufficio stampa del Consiglio Superiore della Magistratura. 

 

Il caso è noto: il mancato trattenimento di migranti tunisini sbarcati a Lampedusa da parte della giudice del tribunale di Catania è di fatto una dichiarazione illegittimità del decreto Cutro del governo, che tra l'altro è passato al vaglio attento del presidente della Repubblica che non ha ravvisato problemi di costituzionalità. Poi sono arrivati i video che mostrano l'attivismo della giudice nelle manifestazioni per i migranti della nave Diciotti contro l'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Ormai siamo all’incredibile. Il Csm apre una pratica a tutela dell’autonomia della Magistrata Apostolico che andava sul porto di Catania a manifestazioni politiche in occasione delle quali dei manifestanti insultavano le Forze di Polizia. Il Csm nel passato ha scritto pagine inquietanti di cui ormai sono piene le biblioteche italiane. Mi riferisco al tempo delle vicende denunciate poi successivamente da Palamara ed altri. Ora, aprendo una pratica a tutela di chi pubblicamente ha messo in discussione la propria autonomia ed indipendenza",  dichiara il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. 

 

Insomma, "il Csm di nuovo conio si avvia a superare i record stupefacenti dei Csm precedenti. Non ho parole per commentare questo fatto. Perché se usassi quelle adatte potrei violare alcune norme del codice penale. Ma non usare quelle parole non vuol dire che non le abbia dentro la mia mente. Posso solo dire: indignazione e riprovazione di fronte a un mondo alla rovescia, dove chi si comporta male viene tutelato e dove forse che si comporta bene viene calpestato - conclude Gasparri -  Buon lavoro al Csm e che Dio ce lo conservi. Perché il prossimo chissà come si potrebbe comportare peggio". Insomma, le toghe fanno quadrato, anche in difesa di posizioni che secondo la maggioranza sono inaccettabili. 

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