Le opposizioni attaccano il governo asserendo che la strategia sull’immigrazione non funziona. Sostengono anche che il governo aveva promesso di bloccare i flussi irregolari ma in realtà non ci sta riuscendo. Non solo, secondo Pd e M5S, l’accordo con la Tunisia non funziona, per non parlare delle pressioni sulla Libia che non starebbero dando alcun frutto. Eppure, i dati del Viminale- di cui Il Tempo è in possesso forniscono uno scenario completamente diverso. Tunisia e Libia, infatti, hanno bloccato circa 60mila partenze dal primo gennaio, un risultato significativo.
Fonti del ministero dell’Interno sottolineano che tutto ciò «non basta e che il problema non è risolto, ma i dati dimostrano l’impegno messo in campo dai due Paesi», che si affacciano sulla sponda nordafricana, «un risultato ottenuto in virtù di un apposito lavoro diplomatico e di supporto che è stato messo in campo dal governo italiano». Tradotto: ne sono arrivati 100mila, per la precisione 105.499, ma ne sarebbero potuti arrivare oltre 160mila.
Enrico Mentana, bufera per il post su Vannacci. "Mentecatto", lite furiosaL’azione diplomatica è stata messa in campo da inizio anno, con viaggi sia in Libia che in Tunisia dei ministri Matteo Piantedosi (Interno) e Antonio Tajani (Esteri), ma anche di Giorgia Meloni. Proprio il premier si è recato due volte a Tunisi, la prima a giugno e la seconda a inizio luglio, insieme al premier olandese Mark Rutte e alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Il risultato di questi viaggi è stata la sottoscrizione di un accordo con il governo di Kais Saied che in cambio di assistenza economica da parte dell’Unione europea si è impegnato a contenere le partenze dei barconi in misura maggiore. È bene sottolineare che i circa 40mila migranti fermati dalla Tunisia (gli altri 20mila sono stati bloccati o riportati indietro dalla guardia costiera libica) rappresentano il numero complessivo da inizio anno, che è andato a crescere negli ultimi mesi.
L’impegno italiano è culminato a fine luglio nella conferenza internazionale a Roma a cui hanno partecipato i maggiori Stati africani coinvolti nel problema. In quell’occasione von der Leyen ha elogiato il «modello Tunisia» che è stato possibile mettere in campo grazie all’impegno italiano.
Migranti, la promessa di Antonio Tajani: rimpatri più stringenti«Vogliamo anche costruire ponti tra le due sponde del Mediterraneo. Dobbiamo formare la forza lavoro di cui hanno bisogno le economie nuove ed emergenti. Possiamo costruire un sistema più equilibrato in cui le persone si muovono, imparano, lavorano», ha detto. Dal Viminale si sottolinea anche che non risponde a vero la ricostruzione delle Mila Sono gli immigrati sbarcati in Italia dalla Costa d’Avorio da inizio anno. Gli ivoriani sono al primo posto opposizioni secondo cui Saied starebbe fermando solo le partenze dei migranti tunisini lasciando invece partire tutti gli altri. I tunisini che sono riusciti a raggiungere le nostre coste da inizio anno sono 8.217. In misura maggiore sono arrivati ivoriani (12.315) e guineani (12.631). Proprio la Costa d’Avorio è uno dei Paesi con cui il governo italiano conta di siglare a breve un accordo di cooperazione per il contenimento dei flussi migratori e per i rimpatri. Le procedure accelerate per i rimpatri che il ministero dell’Interno ha intenzione di accelerare contemplano, infatti, proprio la sottoscrizione di questo tipo di accordi. I primi centri per queste espulsioni veloci sono già in allestimento. Il primo è previsto in Sicilia, a Pozzallo. I destinatari delle espulsioni veloci saranno tutti quei migranti che non possono ambire allo status di rifugiato data la loro provenienza. Una volta identificati nell’hotspot di sbarco, verranno trasferiti nei centri adibiti alle procedure accelerate dove dovrebbero restare non più di un mese, il tempo necessario ad esperire tutta la trafila burocratica necessaria all’espulsione e al conseguente rimpatrio.
