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Quarta Repubblica, ecco il gioco sporco delle Ong sulla pelle dei migranti

Christian Campigli
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Un video sconvolgente. Un documento che pone degli interrogativi pesanti sul tema del giorno. Un'analisi dettagliata che evidenzia come, in una realtà complessa come quella attuale, non sempre tutto è come appare. A prima vista. L'inchiesta mandata in onda da "Quarta Repubblica", il talk condotto da Nicola Porro, ha posto l'accento sul gioco sporco portato avanti dalle Ong. Durante il servizio c'è un'intervista a un membro dell'equipaggio della Vos Hestia che, in mare, ha visto il trasbordo di decine di migranti a bordo di una nave Ong. Attorno all'imbarcazione si vedono movimenti, barchini che gli stessi membri della onlus definiscono “pescatori”. Secondo le informazioni raccolte, questi “pescatori”, dopo aver trasbordato sulla nave della Ong gli immigrati, recuperano i gommoni e vanno via. Un'ipotesi investigativa che, per altro, è al centro anche dell'inchiesta di Trapani sulla nave Iuventa. In parole povere, i natanti usati per trasportare i migranti poi imbarcati sulla nave Ong vengono trainati da alcuni barchini che si perdono poi all'orizzonte.

Guardando con attenzione il servizio della trasmissione televisiva, sorge più di un dubbio. In realtà i “pescatori” sembrano essere degli scafisti. Non si capirebbe altrimenti il motivo che spinge dei comuni commercianti, gente che, di lavoro, pesca e poi rivende il pesce, a recuperare quei gommoni. L'unica logica e, al tempo stesso, banale risposta è che quei gommoni sono un'arma preziosa che rende migliaia di euro e che viene quotidianamente usata per la traversata degli immigrati dalla Tunisia e dalla Libia fino alle nostre coste. Basti pensare che nel video c'è persino qualcuno che urla “è una vergogna”. Il dubbio che questa Ong avvii vere e proprie trattative con i mercanti di moderni schiavi è concreto. Un equivoco che la magistratura dovrà dirimere al più presto. 

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