Unione europea solo a parole: ha accolto 117 migranti ma l'Italia è il "primo beneficiario della solidarietà"
L'Europa è un'unione solo a parole. L'ultimo esempio sono le parole di Anitta Hipper, portavoce della Commissione europea per gli affari interni, pronunciate nel briefing quotidiano con la stampa. Il tema naturalmente è quello dei migranti, tra sbarchi e salvataggi in mare da parte delle Ong. "Non facciamo differenze che si tratti di una nave Ong o di altro tipo, c'è un chiaro obbligo legale e senza equivochi che la salvaguardia della vita umana deve avere la priorità a prescindere dalle circostanze che hanno portato queste persona a una situazione di emergenza", ha detto la funzionaria.
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L'Europa gioca coi numeri: "L'Italia è finora il primo beneficiario del meccanismo di solidarietà per la redistribuzione dei migranti", ha spiegato Hipper. Peccato che in Italia gli sbarchi sono stati quasi 90 mila da inizio anno, e di questi l’intera Europa ne ha accettati solo 117. La Francia, che ha annunciato di stracciare gli accordi sulla distribuzione degli arrivi in Italia firmati a giugno invitando gli altri Paesi Ue a fare lo stesso, ne ha presi solo 38.
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Ma per la portavoce l’Italia resta "il principale beneficiario" del "meccanismo volontario di solidarietà" per i ricollocamenti di migranti, con "Francia e Germania" come partner principali. Finora sono stati ricollocati "117 migranti" dall’Italia in altri Paesi, "so che il numero non sembra molto, ma abbiamo 8mila impegni" di ricollocamento. È un meccanismo che "funziona". Parole e numeri che indignano e che dimostrano che di Unione, in Europa, ce n'è davvero poca.
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