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Piantedosi: soccorso a navi Ong, poi dovranno lasciare le acque italiane

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"Prenderemo tutti i minori, donne incinte o malati, secondo quanto abbiamo appreso dai canali informali, che si trovano sulla nave Humanity1. Noi rispettiamo le persone e le esigenze umanitarie e le emergenze. All’esito di questa verifica le persone che non dovessero versare in condizioni di emergenza dovranno essere riportate in acque internazionali". Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri spiega quel sarà la linea, nella pratica, del governo italiano sulle navi delle Ong cariche di migranti soccorsi nel Mediterraneo. 

 

Il capo del Viminale ha spiegato che è stato "adottato un decreto interministeriale" con DIfesa (Guido Crosetto) e  Infrastrutture (Matteo Salvini) "ai sensi dell'articolo 1 comma 2 del decreto legge 130 del 2020 con cui abbiamo imposto alla nave Humanity1, quando arriverà, di fermarsi in rada. Potrà permanere nelle nostre acque territoriali solo per il tempo necessario per consentirci di vedere se a bordo ci siano eventuali emergenze di carattere sanitario o di altro tipo". 

 

Piantedosi ha spiegato che "è il primo provvedimento con il quale formalizziamo una presa di posizione nei confronti della prima nave delle ong che è entrata in acque territoriali italiane dirigendosi verso Catania. E lo ha fatto senza ottemperare alle richieste di fornirci l’identificazione delle persone a bordo, dove erano state salvate e quali erano le oggettive condizioni". 

 

Intanto, iin queste ore "ci è stata segnalata un’altra nave entrata in acque territoriali italiane, per la quale non abbiamo ancora adottato un provvedimento. Si tratta di una nave più piccola, con 94 persone, ci è stato segnalato che c’era un tentativo di rivolta a bordo, con condizione di precarietà di navigazione, verso Siracusa" ha detto ancora Piantedosi. "Tratteremo anche questa nave con il medesimo criterio", disposto per Humanity 1, perché "quello di oggi - ha aggiunto il ministro - è il primo atto di una politica che non vuole deflettere dal rispetto degli obblighi umanitari, ma senza deflettere sull’esigenza di mantenere il punto sui paesi di bandiera".

 

"Come sempre garantiremo soccorso e assistenza, ma vietiamo la sosta nelle acque territoriali italiane per le ong straniere. Orgoglioso di aver firmato il provvedimento, insieme ai Ministri  Piantedosi e Crosetto. Difendere l’Italia non è un reato bensì un dovere", ha commentato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Salvini. 

 

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