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Controcorrente, lo storico Franco Cardini sull'ospedale bombardato: "In Afghanistan li chiamavamo danni collaterali"

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"La Seconda Guerra Mondiale non è cominciata nel '39, era già cominciata nel '35 con l'assalto del Giappone all’Asia continentale". Lo storico Franco Cardini fa un parallelismo inquietante per spiegare le dinamiche hanno riportato, oggi, un conflitto armato di vaste proporzioni nel cuore dell'Europa. Mercoledì 9 marzo lo storico è ospite di Veronica Gentili a Controcorrente il programma di Rete 4, e passa in rassegna i "segnali" che hanno portato  alla metà del secolo scorso al conflitto mondiale.

 

"Sono poi arrivate altre cose, che tutti hanno ritenuto essere eventi locali come la guerra di Spagna e così via - ricorda Cardini -  no, erano la preparazione di quello che è arrivato poi, anche se non lo sapeva nessuno, neanche Adolf Hitler e Winston Churchill", spiega il professore. Tornando alla situazione attuale, "questa guerra comincia nella distrazione generale, soprattutto degli occidentali, nel 2014". Un anno iniziato con i fatti di febbraio, "quello strano massacro di Kiev che doveva essere avvenuto per mano di agenti russi che poi si rivelano dei cecchini georgiani. Ricordate un personaggio inquietante come Mikheil Saakashvili?", dice cardini in riferimento all'ucraino-georgiano, già Presidente della Georgia e dal 2015 al 2016 è governatore della regione ucraina di Odessa. "Avete presente l'assassinio dei russi a Odessa alla casa del sindacato? Dopo questo arrivò Putin..." dice Cardini ricordando poi le sanzioni dell'Occidente che allora piegarono la Russia. 

 

Per lo storico le ragioni del conflitto vanno ricercate nel mancato rispetto degli accordi di Minsk e dell'allargamento della Nato a Est, con la reazione della Russia che esplosa con l'intervento militare in Ucraina dopo anni di indifferenza dell'occidente, tesi che provocano la sdegnata reazione di Vladislav Maistrouk, giornalista e produce tv ucraino. E ora? "Andiamoci piano prima di pensare che Putin voglia far deflagrare il mondo prima di togliersi la spina ucraina" dice Cardini manifestando un certo ottimismo per i negoziati citando Sun Tzu, il generale cinese de L'arte della guerra. L'aumento della pressione militare potrebbe presagire una maggiore volontà di trattare, è la tesi. 

 

E l'ospedale pediatrico bombardato? "In Afghanistan o in Iraq si chiamavano danni collaterali per cui poi l'occidente si scusava", dice lo storico, "siamo stato troppo indulgenti sui danni collaterali. Il buon senso ci deve spingere a chiederci se i generali russi sono contenti di questo incidente. Non credo, per il danno d'immagine, che ne consegue".

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