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Caccia all'oro russo. Yacht e mega-ville: gli oligarchi pagano pegno. E parte la ricerca di conti e depositi

Valeria Di Corrado
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È partita la «caccia» ai depositi finanziari in Italia dei 696 cittadini russi finiti nella «lista nera» del Consiglio europeo perché ritenuti sostenitori del presidente Vladimir Putin, sia dal punto di vista politico che economico. In base alla normativa, le banche italiane hanno trenta giorni di tempo per depositare all’Unità di Informazione Finanziaria presso la Banca d’Italia un report dei conti correnti intestati ai putiniani «listati» o comunque alle società a loro riconducibili. L’Uif spinge perché le comunicazioni avvengano «con ogni possibile anticipo» rispetto al termine di legge.

Il regolamento di esecuzione firmato dal ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian, che attua il regolamento UE n. 269/2014 (stilato dopo l’occupazione russa della Crimea), prevede «misure restrittive relative ad azioni che compromettono o minacciano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina». Il regolamento è «obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri». L’Italia si è mossa giovedì scorso, quando il Comitato di sicurezza finanziaria, incardinato presso il ministero dell’Economia, si è formalmente riunito «per un aggiornamento tra le Autorità circa le misure adottate per dare attuazione alle sanzioni di carattere finanziario disposte con i regolamenti europei in relazione alla recente aggressione della Russia alla sovranità e indipendenza dell’Ucraina». Contemporaneamente Putin ha avvertito l'Occidente che «le sanzioni contro la Russia equivalgono a una dichiarazione di guerra».

Sulla base del decreto legislativo n.109 del 22 giugno 2007, che riguarda le «misure per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo e l’attività dei Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale», basta la riconducibilità alla persona inserita nella lista nera per congelare i suoi beni, mobili e immobili. Basta che li usi come se ne fosse proprietario, per far scattare questa sorta di requisizione. La difficoltà è che spesso i fondi bancari sono intestati a una catena di società, che in alcuni casi hanno sede in paradisi fiscali. Per questo le autorità dei vari Paesi dell’Ue, in collaborazione con gli Stati Uniti, stanno lavorando in stretto contatto per dimostrare la titolarità di conti correnti e beni dei "putiniani".
«È incostituzionale e discriminatorio requisire una proprietà privata, solo sulla base di una motivazione politica. Si crea così un pericoloso precedente - commenta l’avvocato Alexandro Tirelli, esperto di diritto internazionale - Senza contare, poi, che dal 1947 al 1989 il Pci è stato finanziato dall’Urss». 

Al momento i beni «congelati» in Italia a 5 dei 696 oligarchi russi inseriti nella black-list stilata dal Consiglio europeo ammontano a 143 milioni di euro. Un provvedimento che potrà essere impugnato in «via esclusiva» davanti al Tribunale civile di Roma. I finanzieri del nucleo speciale di Polizia valutaria, su disposizione del Comitato sicurezza finanziaria, hanno sottoposto a «congelamento» una villa seicentesca, situata a Capannori (in provincia di Lucca), acquistata nel 2018 per tre milioni di euro da Oleg Savchenko (classe ’66). Ex giocatore di pallamano di un club spagnolo e ora CEO del Centro statale di ricerche Krylov, il 23 febbraio scorso è stato inserito insieme agli altri 336 membri della Duma di Stato russa nell’elenco di persone, entità e organismi soggetti a misure restrittive, in quanto ha votato a favore della risoluzione del 22 febbraio «sulla necessità di riconoscere la Repubblica popolare di Donetsk e la Repubblica popolare di Luhansk e ha pertanto sostenuto azioni e attuato politiche che compromettono l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina».

 

Al giornalista Vladimir Roudolfovitch Soloviev (classe ’63) sono stati «congelati» immobili del valore di 8 milioni di euro sul lago di Como, a pochi passi dalla residenza di George Clooney. È stato inserito nella black-list il 23 febbraio. «È un propagandista e presentatore del canale Russia-1 e Rossia24. Ha ricevuto una medaglia per "alta professionalità e obiettività nel coprire eventi nella Repubblica di Crimea". Solovyov - si legge nel Regolamento di esecuzione dell’Ue - è noto per il suo atteggiamento estremamente ostile nei confronti dell’Ucraina e per l’elogio del governo russo. È pertanto responsabile del sostegno ad azioni o politiche che compromettono l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina».

 

A Alisher Usmanov (classe ’53) è stata congelata dalla Finanza una villa sul golfo del Pevero ad Arzachena, in Sardegna, del valore di circa 17 milioni di euro. È stato inserito nella black-list il 28 febbraio in quanto «è un oligarca pro-Cremlino che ha legami particolarmente stretti con Putin». «È considerato uno dei funzionari-uomini d’affari russi che sono stati incaricati di gestire i flussi finanziari, ma la loro posizione dipende dalla volontà del presidente. Usmanov - si legge nel Regolamento di esecuzione dell’Ue - sarebbe stato referente di Putin e avrebbe risolto i suoi problemi d’affari».

«Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Russia ed ex presidente e primo ministro, ha beneficiato dell’uso personale delle residenze di lusso controllate da Usmanov. Ha pertanto attivamente sostenuto materialmente o finanziariamente i decisori russi responsabili dell’annessione della Crimea e della destabilizzazione dell’Ucraina. Usmanov ha interessi in società nei settori del minerale di ferro e dell’acciaio, dei media e di internet. La sua principale holding è il gigante dell’acciaio Metalloinvest. Quando Usmanov ha assunto il controllo del quotidiano d’affari Kommersant la libertà della redazione è stata limitata e il giornale ha assunto una posizione manifestamente favorevole al Cremlino».

 

Gennady Nikolayevich Timchenko (classe ’52) i finanzieri hanno requisito un panfilo di 52 metri del valore di 50 milioni di euro ormeggiato nel Portosole di Sanremo. Il suo patrimonio si aggirerebbe sui 14,5 miliardi di dollari. Inserito nella black-list il 28 febbraio «Timchenko è una conoscenza di vecchia data del presidente Putin ed è ampiamente descritto come uno dei suoi confidenti. Trae vantaggio dai suoi legami con decisori russi. È fondatore e azionista del Volga Group, un gruppo di investimento nei settori chiave dell’economia russa (energia, trasporti e sviluppo delle infrastrutture, ndr)», si legge nel rapporto dell’Ue. «È inoltre azionista della Banca Rossiya, che è considerata la banca personale degli alti funzionari della Federazione russa. Dall’annessione illegale della Crimea, la Banca Rossiya ha aperto filiali in tutta la Crimea e a Sebastopoli, consolidando pertanto la loro integrazione nella Federazione russa. Inoltre, la Banca Rossiya detiene importanti quote azionarie nel National Media Group, che a sua volta controlla emittenti televisive che sostengono attivamente le politiche di destabilizzazione dell’Ucraina condotte dal governo russo». 

Infine ad Alexey Mordashov (classe ’65) è stato requisito uno yacht di oltre 60 metri e del valore di 65 milioni di euro ormeggiato nel porto di Imperia. Nella classifica di Bloomberg occupa la 57esima posizione con un patrimonio di 25,1 miliardi di dollari, la sua famiglia è considerata la più ricca della Russia. È stato inserito nella black-list il 28 febbraio perché «trae vantaggio dai suoi legami con decisori russi». È presidente della Severgroup: società con interessi nel metallo e nell’energia, azionista della Banca Rossiya e proprietaria della società JSC Power machines, che è responsabile della vendita di quattro turbine eoliche alla penisola di Crimea occupata.

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