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Covid, tutta la verità dal super-scienziato Robert Redfield: virus troppo perfetto, situazione grave

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Robert Redfield è uno dei massimi esponenti della virologia mondiale ed è molto allarmato in relazione al Covid e alla fuoriuscita della variante Omicron. L’ex direttore dei Centers for Disease Control and Prevention e amministratore dell'Agenzia per le sostanze tossiche e il registro delle malattie dal 2018 al 2021 ha parlato a tutto tondo della pandemia a Repubblica: “La situazione è grave e abbiamo i mezzi per non tornare indietro, ma le reazioni che vedo non sono innovative. Mi preoccupa l’allarme della Oms. In genere minimizzano, gettano acqua sul fuoco anche quando non dovrebbero, qui parlano di rischio reale, brutta storia. Ma non sono sorpreso, fin dall’inizio ho sempre detto che Covid-19 non ci avrebbe lasciato presto e Trump si arrabbiava. Non ho mai creduto all’immunità di gregge, in cui all’inizio credeva il mio amico Fauci, non sempre abbiamo visto le cose allo stesso modo. La diffusione del terzo vaccino doveva avvenire molto prima”.

 

 

“Credo che - spiega il dottor Redfield - questa guerra contro un virus che continua a rafforzare il suo potenziale di contagio continuerà a lungo. Quando avremo contenuto Omicron, ne verrà un altro più agile e più forte contro il vaccino attuale. Dovremo abituarci alla dinamica della convivenza con il virus fino a quando non avremo vaccinato il mondo intero o quasi. Due vaccini - prosegue il virologo che ora lavora per il governatore del Maryland - servono e sono essenziali. Altrimenti si rischia l’ospedale e di morire. La mia proposta è di rendere obbligatorio con scadenze a tre o sei mesi un test per verifiche sugli anticorpi. E’ disponibile, ma lo usiamo poco e male. L’obiettivo è la normalità, non si può tornare indietro. E possiamo farcela”.

 

 

Non si pensi che il virologo statunitense sia un no-vax: “Una nazione non può essere ostaggio di questi folli. Il vaccino va fatto punto e basta. Lo devono fare tutti, poi si procederà con protocolli di intervento più mirati. Se lei ha già fatto il terzo si prepari a fare il quarto fra qualche mese e poi un quinto. L’importante è non abbassare la guardia, tenere alto il livello di anticorpi e abituarsi a questa nuova normalità. Ho la certezza che il virus sia uscito dal laboratorio di Wuhan, in Cina. Questo virus - conclude Redfield - è troppo perfetto nel reagire alle difese umane modificandosi per contrattaccare. E' diabolico, questo non succede in un processo biologico naturale”.

 

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