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Quanto sei green? Giovani più sensibili all'ambiente ma sfiduciati sul futuro

Mary Tagliazucchi
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L’abbandono dei rifiuti? Un problema per nove italiani su dieci. E, fatto ancora più straordinario, i più responsabili, attenti e attivi sul futuro sostenibile della propria città, sono gli Under 30. E’ quanto emerso dal sondaggio condotto da Save The Planet patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, in collaborazone con JTI Italia (Japan Tobacco International Italia).

Ma nonostante questo i risultati del sondaggio riportano che, solo tre italiani su dieci conoscono il significato di ‘littering’ . Termine che indica l’abbandono – deliberato o involontario – di rifiuti di piccole dimensioni in spazi pubblici o aperti all’utilizzo pubblico come strade, piazze, parchi, spiagge e boschi.

Infatti nonostante il ‘miracolo ambientale’ avvenuto durante i tre mesi di lockdown in cui la natura si era di fatto ripresa una rivincita le cattive abitudini hanno fatto subito capolino. E, al contrario di quanto si pensi, queste cattive abitudini toccano da vicino molto più i giovani che gli adulti. 

Un dato che si è riusciti a tracciare in maniera netta e chiare anche  grazie al sondaggio lanciato da Save The Planet dal nome: Quanto Sei Green quando esci?

Un sondaggio ideato proprio per riuscire ad avere la vera percezione del fenomeno littering  e valutarne così il vero impatto sul giudizio dell’opinione pubblica non solo nella Capitale ma in tutta Italia.

Dai dati emerge che sono i giovani i più intolleranti all’abbandono dei rifiuti per strada, negli spazi naturali o nelle aree pubbliche – ovvero, appunto, il littering – con il 44% corrispondente alla fascia 18-34 anni, rispetto al 33% dei 35-44 e al 23% dei 55-65 anni. Di questo primo cluster, il 52% riguarda la Generazione Z, tra i 18 e i 24 anni, con una netta rappresentanza al femminile (71%) e una propensione alle buone condotte che non si limita al solo rispetto individuale delle regole per il corretto smaltimento dei rifiuti. Sono coloro che, nel 99% dei casi rilevati, se si trovano una cartaccia tra le mani la tengono in tasca fino a quando non hanno la possibilità di smaltirla correttamente, spesso (quasi la metà delle volte) addirittura fino a casa. Non solo, sono i 18-24enni a dichiarare di intervenire se vedono qualcuno gettare cartacce per terra, andando dal responsabile per redarguirlo.  

Per il 64% dei Post Millenials si tratta di una questione di noncuranza delle conseguenze ecologiche e ambientali, la restante parte si divide tra mancanza di educazione civica (21%) e poco rispetto per il decoro urbano (15%). A ciò si lega un sentimento di prevalente disillusione, almeno tra i più giovani, riguardo la speranza di superare il problema con l’impegno personale: se per una discreta metà di tutto il campione preso in esame (46%) il littering è una questione risolvibile con l'impegno del singolo, per i 18-24enni è una cosa impossibile da pensare. Ciononostante, il 54% di questi confida in una maggiore presa di coscienza a lungo termine, grazie a percorsi di responsabilizzazione e sensibilizzazione, soprattutto legati alle regole di civiltà in generale..

“Questo particolare momento storico sarà ricordato come l’epoca in cui i giovani hanno dato una scossa alle generazioni precedenti! Per tanto, troppo tempo abbiamo vissuto come se avessimo risorse infinite, come se la nostra casa comune fosse “autopulente” – osserva Elena Stoppioni, Presidente di Save the Planet – Ci stiamo accorgendo, a caro prezzo, che non è così Save The Planet si è data come missione quella di contribuire all’ecologia tutta, attraverso azioni concrete, educative e misurabili. Con grande entusiasmo abbiamo lavorato a questa campagna di sensibilizzazione, siamo grati a JTI per la dimostrazione di grande concretezza valoriale e siamo orgogliosi che anche il MATTM ci abbia voluto riconoscere con un patrocinio.”
 
Nella classifica dei rifiuti più intollerabili si attesta al primo posto la plastica. Nello specifico le bottigliette (21%, dato che però potrebbe potenzialmente aumentare se si considera plastica anche una parte di quel 15% che ha indicato l’imballaggio di cibo da asporto). 

Al secondo posto, invece troviamo  una ‘new entry’ che, non a caso, si lega al momento di emergenza sanitaria che il mondo sta attraversando, ovvero le mascherine di protezione, con il 20%, a cui non si può non considerare direttamente legato l’8% che vede nei guanti in lattice un rifiuto intollerabile da trovare sulla propria strada. 

A chiudere questa triste classifica: i mozziconi di sigarette (16%), le cartacce (8%), i chewing gum e il vetro, entrambi con il 6%. Sul luogo in cui è più percepito il fastidio di trovare questo genere di rifiuti, sono spiagge e montagna (91%) a staccare – e di tanto – marciapiede (6%) e parchi (3%).

“I numeri raccolti ci dicono che quello dei rifiuti è considerato un problema concreto non solo per aziende e associazioni green, ma anche per i cittadini stessi, soprattutto i più giovani. Emerge chiaramente che non servono le sanzioni per correggere una brutta abitudine, ma la responsabilità civica individuale, che può nascere solo dall’educazione al rispetto per l’ambiente – ha dichiarato Lorenzo Fronteddu, Direttore Corporate Affairs &Communication di JTI Italia – Ci rendiamo conto che si tratta di un cambio di mentalità netto e profondo, a ogni livello, da quello sociale a quello produttivo, passando per il politico e l’economico. Ma siamo convinti che, grazie anche all’impegno di Save The Planet, con cui siamo felici di collaborare in questo progetto, si possa andare oltre gli slogan e contribuire realmente alla diffusione di una maggiore sensibilità ai temi della sostenibilità e della tutela del patrimonio ambientale.”    
 

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