Recovery: Bonomi, 'contano riforme non i miliardi, lavoro resta ingessato'
Milano, 27 apr. (Adnkronos) - Con i fondi del Recovery Fund, "la sfida è trasformare l'Italia in un Paese moderno, efficiente, aperto, inclusivo. Quindi la mia domanda è: quali riforme faremo per scaricare a terra quei duecento miliardi?". Se lo chiede il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, in un'intervista al Corriere della Sera, lamentando che "due aree, quelle sulla pubblica amministrazione e sulla giustizia civile, sono abbastanza declinate. Le altre non ancora. Le riforme già ben definite sono 5 su 47. Ma lì noi ci giochiamo tutto ed è la vera sfida con l'Europa", osserva.
Secondo Bonomi, "quel che manca nel testo, se si vuole, è la partnership pubblico-privato. Credo sia nell'interesse del presidente Draghi aprire su questo un'interlocuzione con il settore privato: lo svincola da chi vuole solo lo status quo", sottolinea. Il fatto è che bisogna capire, sostiene, come il Governo intenda declinare ed eseguire le riforme, perché "se poi le imprese non capiscono e non condividono, gli investimenti privati non arrivano".
Il lavoro resta un 'vulnus'. "Si cerca di difendere il lavoro dov'era e com'era, ma non è più. Vere politiche attive del lavoro questo Paese non ne ha mai fatte, salvo quelle legate al reddito di cittadinanza che non hanno funzionato. E come si pensa di risolvere? Assumendo nella pubblica amministrazione", è la stoccata di Bonomi. "Se l'obiettivo è aiutare cittadini e imprese di fronte alla burocrazia, siamo fuori strada. Possiamo mettere i miliardi che vogliamo in quest'area del Recovery, ma il mondo del lavoro resta ingessato", argomenta.
Dai blog
"Finalmente canto in italiano". La prova d'autore di Mario Biondi
Il folletto del pop. Indimenticabile Prince a 10 anni dalla morte
Dating lento e consapevole: arrivano gli psico-incontri