Cerca
Edicola digitale
+

Giffoni promuove il riciclo degli pneumatici fuori uso

Giffoni Valle Piana, 22 lug. (askanews) - C'è un filo che a Giffoni, quest'anno, unisce il cinema, lo sport e l'ambiente: è l'idea che ciò che sembra arrivato alla fine possa trasformarsi in un nuovo inizio. Il tema dell'edizione 2026, "Le cose impossibili", trova un interprete perfetto in Ecopneus, per la prima volta Sustainability Partner del Festival.

Ecopneus è una delle società senza scopo di lucro che in Italia si occupano di raccogliere e riciclare gli Pneumatici Fuori Uso. E proprio quegli pneumatici, arrivati a fine corsa, tornano a vivere: solo nel 2025 il Consorzio ne ha raccolte quasi 200mila tonnellate, trasformate in nuove risorse per lo sport, le città e le comunità.

A Giffoni quella trasformazione si tocca con mano: un carpet realizzato in gomma riciclata accoglie ospiti e protagonisti, mentre nell'arena sportiva la stessa gomma diventa la pavimentazione di un campo da basket 3x3.

Le parole di Giuseppina Carnimeo, Direttore Generale Ecopneus: "Cinema sport sono linguaggi universali, sono linguaggi fondamentali proprio per comunicare e promuovere la cultura della sostenibilità. E poi il tema di quest'anno di Giffoni, le sfide impossibili, era una scommessa alla quale non potevamo sottrarreci, perché è un po' alla base anche dei principi dell'economia circolare. Ciò che sembra impossibile, ciò che sembra avere avuto una fine."

Il 21 luglio, sul palco di Giffoni Sport, la sostenibilità ha incontrato lo sport in un talk dedicato alle storie di rinascita. Perché un percorso che sembra interrotto uno pneumatico a fine vita, ma anche un infortunio o un errore a volte ha solo bisogno di una deviazione per ripartire.

Lo sa bene Giulia Imperio, campionessa europea di pesistica, che ha raccontato la fatica di tornare in pedana dopo lo stop e la vittoria di Batumi 2026, vissuta come una rinascita personale.

L'intervista a Giulia Imperio, Atleta: "Sono stati sei mesi di buio totale per me: sono passata da fare quello che facevo tutti i giorni in maniera costante a non farlo più completamente, ho avuto una sensazione di vuoto. Questo momento mi ha regalato tanta consapevolezza in più per quanto riguarda proprio la mia forza, nel senso che ho scoperto di essere molto più forte in realtà"

E lo sa Giacomo "Gek" Galanda, tra i più grandi cestisti della Nazionale, che di quel tiro sbagliato a Sydney 2000 ha fatto non una condanna, ma il trampolino verso l'argento olimpico di Atene 2004.

Il commento di Giacomo Galanda, ex cestista: "Nel momento in cui ho sbagliato quel tiro nel 2000, è stato un momento più che altro di uno stop mio personale, nel quale ho dovuto rimettermi in gioco, fare una valutazione di quelle che potevano essere poi le possibilità per crescere, per migliorarsi. Perché gli stop possono essere degli stop definitivi, ma in realtà se ragioniamo e sappiamo come poterli affrontare possiamo anche andare oltre"

Tre viaggi diversi, un'unica lezione per i ragazzi di Giffoni: uno stop non definisce chi sei, ma è spesso l'inizio di una traiettoria nuova. Come per uno pneumatico che, invece di diventare rifiuto, sceglie di lasciare una traccia. Positiva, solida e duratura.

Dai blog