Infanzia, Cesvi: "Oltre 100.000 bambini a rischio maltrattamento"
Roma, 10 giu. (askanews) - "L'Indice regionale sul maltrattamento e la cura dell'infanzia in Italia che Cesvi lancia quest'oggi per la settima volta, realizzato in collaborazione con Rai e il supporto di Intesa San Paolo è un rapporto che analizza la capacità delle regioni attraverso i servizi pubblici di affrontare il tema della trascuratezza e il maltrattamento dell'infanzia in Italia, un tema che purtroppo, abbiamo visto dalle indagini degli anni precedenti, si è aggravato. Abbiamo oltre 100.000 bambini a rischio maltrattamento, i servizi purtroppo non riescono a tenere il passo sul fenomeno che si sta aggravando. In particolare le regioni del Sud sono lente nell'offrire servizi di supporto ai genitori perché possano affrontare questa situazione in famiglia prima di tutto": così Stefano Piziali, direttore generale di Cesvi, a margine della presentazione a Roma della settima edizione dell'Indice regionale sul maltrattamento e la cura all'infanzia in Italia curato da Fondazione Cesvi, alla presenza della ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Rocella, e della presidente di Cesvi, Ilaria Dallatana.
"Accanto alla povertà economica ed educativa abbiamo analizzato il tema della povertà relazionale. Dopo la pandemia bambini e adolescenti affrontano situazioni di isolamento che non riescono a superare, come è avvenuto tante volte in passato, nella relazione con i pari, che a volte aggrava la situazione di isolamento, con fenomeni come il bullisimo, la denigrazione bodyshaming, e altre forme di denigrazione tra pari", ha aggiunto.
"Le istituzioni, i servizi del territorio, anche le stesse azioni che noi attori del terzo settore mettiamo in campo, tante volte non sono in grado di agire tempestivamente", ha sottolineato Piziali.
"Dobbiamo imparare a lavorare insieme e ci vuole uno sforzo congiunto, perché le diseguaglianze che abbiamo mostrato in questo rapporto a livello regionale, che vede nei posti migliori le regioni del nord e ai posti peggiori le regioni del sud, vengano superate, perché non è possibile che in Italia ci siano bambini trascurati e bambini che vengono aiutati a superare le situazioni di difficoltà e disagio", ha concluso.
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