Cinema, chiude il Festival di Pompei e già guarda alla terza edizione
Roma, 8 giu. (askanews) - Si è chiusa la seconda edizione del Festival Internazionale del Cinema di Pompei, tra lungometraggi internazionali, cortometraggi e opere realizzate dagli studenti di numerosi istituti campani, incontri e panel. La manifestazione, sotto la presidenza di Annarita Borelli e la direzione artistica di Enrico Vanzina, ha confermato la sua vocazione di partire da Pompei per aprirsi al cinema contemporaneo, immaginandolo come linguaggio multidisciplinare.
Tra i tanti ospiti, anche lo scrittore Maurizio De Giovanni. Un festival quest'anno ancora più aperto ai giovani. Premi speciali alla carriera sono stati assegnati a Ezio Greggio, Massimiliano Gallo e Massimo Ghini, che sullo stato del cinema italiano, ha sottolineato: "Noi che facciamo questo mestiere artistico, si chiama artistico, viviamo innanzitutto in una precarietà che è pazzesca, la gente non riesce a capirlo... Oggi il cinema soffre di questo vulnus, visto che siamo nella ricostruzione pompeiana, di una fatica che è realmente quella di capire il valore, ricordatevi che noi abbiamo venduto nel mondo le nostre giacche, le nostre automobili, i nostri gioielli, la nostra bellezza attraverso il cinema... Oggi pensare di interrompere questa cosa perché si sta tentando di fare questo, semplicemente perché hanno scoperto che ci stanno 3 o 4 mascalzoni e ce ne stanno di più anche all'interno dell'ambiente, gente che sfrutta il nostro lavoro, il lavoro di attrici, di attori, di tanta gente, solo per il loro interesse e fanno dei film che escono purtroppo in un circuito che non c'è, in cinema che non esistono e vengono chiusi per farci i bingo o altre cose e noi continuiamo a lavorare e torno a ripetere, parlo io che sono nazional popolare, ho fatto 122 film, ho lavorato in teatro, faccio qualunque cosa, ma so qual è la sofferenza, il pubblico non lo sa questo", ha aggiunto Ghini.
A chiudere la manifestazione il corto "Il Tempo Ritrovato", scritto e diretto da Annarita Borelli, manifesto visivo del Festival con dedica finale alla memoria, intesa come filo invisibile capace di unire passato, presente e futuro del cinema. "Il festival non chiude ma apre ad altre nuove iniziative dedicate alla cultura, soprattutto ai giovani e a nuove opere cinematografiche".
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