AI e videogiochi: potenzia o riduce creatività? Parola agli sviluppatori
Milano, 25 mag. (askanews) - L'intelligenza artificiale generativa quanto piace a chi crea videogiochi e quanto sta cambiando il settore, soprattutto quello indipendente? Così rispondono alcuni studi indipendenti italiani.
Jesus Manuel Subero Galarza di Megalith: "Da un certo punto di vista per lo sviluppatore magari come a me che sono un programmatore mi dà quel boost in più, quindi riduco i tempi di prototipazione e di programmazione. D'altro canto però se andiamo a vederla da un punto di vista un po' più aziendale, dove prima ci andavano quattro dipendenti per fare un lavoro, adesso te ne serve uno".
Andrea Basilio, executive Producer & associate Creative Director di Milestone: "Io credo che non si debba subappaltare la parte creativa perché si va a svuotare la parte bella del lavoro ma si possa utilizzare per aiutare gli sviluppatori ad automatizzare una serie di lavori noiosi e non proprio divertentissimo da fare, non molto creativi, allora lì è un grande tool, un grande strumento che si può utilizzare".
Un altro punto di vista è quello di Antonio D'Ortenzio, Solutions Architect Manager in Aws Italia, che offre agli sviluppatori strumenti di Ai come Kiro: "Quello che questi tool permettono di fare è demandare la parte onerosa, la parte operativa ad un agente AI e poter dedicare più tempo proprio alla parte creativa per cui in crediamo che liberare tempo per potersi dedicare all'ideazione possa portare a tendere a prodotti migliori.
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