Post-obesità: lo studio sul mantenimento della perdita di peso
Roma, 18 mag. (askanews) - Al 33° Congresso Europeo sull'Obesità tenutosi a Istanbul, Eli Lilly and Company ha esposto i risultati riguardo a due studi riguardanti l'obesità: stando alla ricerca, sembrerebbe che dopo un primo trattamento del paziente obeso con incretine iniettabili alla massima dose, il mantenimento della perdita di peso sarebbe consentito grazie al passaggio o òrforglipron o a una dose più bassa di tirzepatide.
L'intervista Paolo Sbraccia, Professore ordinario di medicina interna, Università Tor Vergata: "Si riguadagnano in media circa 5 kg. Questo vuol dire che alcuni soggetti mantengono molto bene ed altri ne perdono un po' di più. Chiaramente la terapia va personalizzata poi nel real world, nella pratica di tutti i giorni, ma questo ci dice che il mantenimento è possibile ad un dosaggio più basso".
Al congresso ECO sono stati presentati altri studi che evidenziano l'attività e i benefici di questi farmaci oltre la perdita di peso, come ad esempio sulla riduzione del food noise.
Le parole di Uberto Pagotto, Medico Chirurgo, Specialista in endocrinologia: "E' una costruzione, che in qualche maniera determina un handicap importante alla funzionalità, alla fisiologia, al comportamento alimentare del paziente o della paziente. Bisognava in qualche maniera valutarlo, e sono stati creati dei questionari, e bisognava soprattutto capire quello che intuivamo in clinica".
Lo studio ATTAIN-MAINTAIN, invece, ha dimostrato che il passaggio a orforglipron favorisce anche il mantenimento del peso a lungo termine, raggiungendo l'endpoint primario e tutti gli endpoint secondari chiave sia utilizzando l'estimatore di efficacia che quello del regime terapeutico. In definitiva, grazie alla ricerca firmata da Eli Lilly and Company si va verso una perdita di peso che non sia solo momentanea, ma mantenuta nel tempo.
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