Torna a solcare le coste della Puglia Porto Rubino, tra musica e mare
Milano, 29 apr. (askanews) - Ci sono il mare, la musica, le parole, la Puglia e la magia che si crea mescolando questi elementi. Torna per l'ottava edizione Porto Rubino, il viaggio musicale ideato e diretto da Renzo Rubino. Anche quest'anno il cantautore di Martina Franca ha ideato un percorso speciale e lo ha presentato a Milano, in Gondola sui Navigli.
"Porto Rubino pensa, musica non solo da ascoltare, ma da vivere, da sentire, Quella di Carmen Consoli, di Angelica Bove e di Erika Moo, con Concita de Gregorio, che andrà al di là della canzone, in un luogo magnifico che è Taranto, il 14 luglio per Porto Rubino pensa, poi ci spostiamo a Savelletri, al Parco di Calamasciola, il prato bellissimo, con la barca messa al centro e tutta la gente intorno a ballare, perché per l'appunto c'è Porto Rubino balla, solo musica elettronica, con Acid Arab, Frenetik, Jolly Mare e Dardust, in elettronico. E poi chiudiamo a Otranto, il 18 luglio, per Porto Rubino canta, nuovo cantautorato, apre Vale LP e poi ci sarà Nico Arezzo, Venerus e il concerto in conclusione di ditonellapiaga. Meno artisti, più tempo per godersi gli artisti e per vivere l'esperienza di Porto Rubino.
Il segreto di Porto Rubino è il fascino del luogo in cui si è ad ascoltare il concerto, banalmente il mare, le location meravigliose e inaspettate, ma c'è di più.
"Secondo me c'è una sorta di genuinità di fondo, le persone che vengono al festival sono felici, sono serene, non sono dei pazzi scatenati, vogliono vivere il luogo veramente con gioia e divertimento senza sopraffarsi" afferma.
Questo festival itinerante è nato dal concetto di accoglienza e di fratellanza in un momento in cui si parlava di porti chiusi. "Lo spirito del festival è quello dell'aggregazione anche nella diversità, è proprio la chiave di Porto Rubino" dice.
Renzo Rubino sta anche lavorando a nuova musica, che arriverà nel 2027, negli anni si è fatto conoscere per il suo legame con la tradizione popolare, l'amore per la sua terra uniti all'innovazione, e la sperimentazione musicale.
"Mi sento sicuramente un po' vintage, ma la mia sperimentazione più importante è rimanere fedele alle mie idee e a non farmi influenzare. Il mio modo di essere sperimentale è farlo su me stesso, attraverso le canzoni, attraverso Porto Rubino, attraverso le mie diverse forme d'arte. Non facendomi influenzare prima di tutto, riesco a progredire e ad andare oltre".
E di un suo ritorno a Sanremo dice: "In realtà questo è proprio il disco che è il meno adatto a Sanremo, quindi probabilmente sì".
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