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SSN, il sistema Salute a confronto su ospedali e territorio

Roma, 10 feb. (askanews) - Istituzioni e stakeholder a confronto sul DDL di riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale tra nuovi assetti ospedalieri e riordino delle cure sul territorio, per contribuire al dibattito sulla riforma ascoltando proposte e riflessioni di tutti gli attori della Sanità pubblica italiana, di parlamentari e rappresentanti del mondo dell'università e della dirigenza medica sindacale. E' con questi obiettivi che al Senato, a Roma, si è tenuto il convegno "Contributo al DDL di Riforma del Servizio Sanitario Nazionale tra Ospedale e Territorio": una vera e propria chiamata a raccolta dei soggetti coinvolti nel Servizio Sanitario Nazionale per fornire un contributo di idee e riflessioni sulla riforma, temi che saranno riproposti nel corso di tutto il 2026 da Motore Sanità nell'ambito di vari grandi eventi organizzati sulla sanità italiana.

Ignazio Zullo, X Commissione Affari sociali e sanità del Senato: "Questa è una grande occasione per riformare e ristrutturare questo nostro Servizio sanitario nazionale, renderlo più aderente alle reali esigenze della popolazione. Potenziamento della prevenzione, potenziamento della medicina territoriale, specializzazione degli ospedali per prestazione di più alta complessità: in questi tre pilastri devono inserirsi delle strategie di interconnessione, atteso anche la necessità di guardare all'integrazione sociosanitaria".

Sotto la lente ci sono i temi della sostenibilità della riforma nella configurazione proposta con l'ingresso nella rete di ospedali privi di pronto soccorso e di terzo livello da integrare con i nuovi asset dei territori, Case e ospedali di Comunità, previsti dal Pnrr. Un tempo per approfondire il ruolo dei medici e delle professioni sanitarie che si vanno riconfigurando.

Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed: "Un disegno di legge delega che probabilmente non vedrà i tempi per poter essere approvato e che nella sostanza non parla di professionisti. È ancora da riempire e quello che noi leggiamo ci preoccupa in termini di ricollocamento degli ospedali, riqualificazione degli stessi. Per quanto riguarda invece i medici, noi riteniamo che occorra un modello professionale nuovo, diverso, più flessibile, al passo con la tecnologia e che le risorse devono essere anche appropriate e allocate in maniera giusta".

Oggi i bisogni di salute della popolazione sono profondamente cambiati. Fortemente sentita la necessità di rendere il sistema delle cure in Italia più efficiente per rispondere alle necessità di una popolazione sempre più anziana e affetta da cronicità, in un contesto di straordinarie accelerazioni tecnologiche da rendere sostenibili sul piano economico-finanziario ed individuando nuove soluzioni organizzative.

Gian Antonio Girelli, XII Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati: "Non si tratta solo di fare un decreto riorganizzativo, ma di una ripresa culturale in cui si difende l'universalità del diritto alla cura. Spero che da parte del Ministero non vi sia solo una lettura di natura tecnica e anche economica, ma vi sia una lettura di natura di merito, laddove davvero si mantiene quello che è l'impalcatura del Servizio sanitario nazionale ammodernando quella che è la sua applicazione".

L'iniziativa ha voluto dunque fornire un contributo al ridisegno del Governo della Salute nel nostro Paese, per suggerire idee e riflessioni e così contribuire ai lavori parlamentari.

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