Fragilità, una mostra tra fisico e digitale nel progetto Particle
Milano, 18 mar. (askanews) - Particle è una nuova realtà internazionale, nata nel 2020 per iniziativa dell'imprenditore e collezionista Bruno Bolfo, con l'obiettivo di sviluppare sistemi fluidi di fruizione dell'opera d'arte tra reale e digitale in grado di creare un dialogo tra il mondo della cultura e quello del business, con l'intento di rendere il confronto con la cultura contemporanea più accessibile e inclusivo.
"Fragilità" è il primo progetto espositivo ideato e prodotto da Particle, in collaborazione con Fondazione ICA Milano. Il percorso in mostra, che avrebbe dovuto inaugurare al pubblico a Kuala Lumpur in Malesia, è stato sospeso a causa dell'emergenza sanitaria. Curata da Alberto Salvadori, direttore di Fondazione ICA Milano, Luigi Fassi, direttore del MAN di Nuoro, e Lim Wei Ling, gallerista a Kuala Lumpur, la mostra indaga il concetto di fragilità nella produzione artistica contemporanea, attraverso le opere di otto artisti, quattro italiani e quattro malesi: Anida Yoeu Ali, Riccardo Benassi, Anurendra Jegadeva, Masbedo, Maria D. Rapicavoli, Wong Chee Meng, Francesco Simeti e Rajinder Singh.
Un tema drammaticamente attuale, quello della fragilità, che però racchiude in sé valori fondamentali e costruttivi come la capacità di creare empatia con l'altro, la sensibilità, l'intelligenza e l'intuizione. Valori che la riflessione degli artisti consente di esaltare.
Dai blog
Fenomeno Anna, la rapper dei record cala un altro asso
La modernità di Ulisse nell'Odissea pop di Christopher Nolan
La rinascita della melodia nelle canzoni di Valerio Piccolo