Gimbe: ecco la terza ondata, ma la campagna vaccinale non decolla
Roma, 4 mar. (askanews) - Pessime notizie dalla Fondazione Gimbe sul monitoraggio dell'epidemia: si registra dal 24 febbraio al 2 marzo un aumento del 33% dei nuovi casi e la fondazione bolognese parla di una "vertiginosa accelerazione impressa dalle varianti", in piena terza ondata.
Aumentano dell'8% le terapie intensive e del 7% i ricoveri con sintomi. Sul fronte ospedaliero in 5 regioni i pazienti covid superano il 40% dei posti letto occupati, in 9 regioni superano il 30% dei posti in terapia intensiva. Per il presidente della Fondazione, Nina Cartabellotta: "gli amministratori locali continuano a ritardare le chiusure se non davanti a un rilevante incremento dei nuovi casi, quando ormai è troppo tardi".
Sul fronte Vaccini, le ditte autorizzate Pfizer, Moderna e Astrazeneca, sono in ritardo sulle forniture promesse nel primo trimestre: per ora solo la metà per Pfizer, un terzo per Moderna ed Astrazeneca: un totale di 6 milioni e mezzo di dosi invece dei 15 milioni e mezzo promessi. Per rispettare le scadenze, da qui a fine marzo dovrebbero arrivare altri 8 milioni di dosi.
Hanno ricevuto anche la seconda dose quasi un milione e mezzo di italiani, con grosse differenze da regione a regione; capofila la provincia autonoma di Bolzano con il 4,18% della popolazione, fanalino di coda l'Umbria con l'1,72%
La fondazione afferma anche che il nuovo DPCM, il primo dell'era Draghi, non segna affatto il cambio di passo auspicato: non c'è nessuna nuova strategia per contenere l'epidemia, nessuna nuova misura per uffici e negozi, e a pagare il conto più salato resta la scuola.
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