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Pirlo in Nazionale, la panchina azzurra si complica. Maldini medita lo strappo

Foto: Lapresse

Paolo Dani
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Il possibile approdo di Andrea Pirlo sulla panchina della Nazionale si è improvvisamente complicato e, se la nomina dovesse davvero saltare, potrebbero cambiare anche gli equilibri interni della nuova gestione federale. Quella che doveva rappresentare la prima grande scelta del nuovo corso della Figc rischia infatti di trasformarsi in un caso politico, con inevitabili ripercussioni sui rapporti tra i vertici della Federcalcio. Dopo il fallimento del tentativo di arrivare a Pep Guardiola, il direttore tecnico Paolo Maldini e l'advisor Leonardo avevano individuato in Pirlo il profilo ideale per guidare la ripartenza azzurra. Un allenatore ritenuto adatto a un progetto di lungo periodo e capace di proporre un calcio moderno. Quando l'accordo sembrava ormai vicino, però, sono emerse le polemiche legate ai rapporti dell'ex centrocampista con la società di scommesse russa Fonbet, della quale è global ambassador, e con l'oligarca Sergey Lomakin, presidente dello United Fc. Un tema che ha rapidamente assunto una dimensione politica, complicando una scelta che fino a quel momento era stata valutata esclusivamente sul piano tecnico.

Secondo la ricostruzione, Maldini sarebbe rimasto sorpreso dall'evoluzione della vicenda. Se inizialmente il suo compito era quello di sostenere la candidatura di Pirlo dal punto di vista calcistico, ora si troverebbe a dover difendere una decisione finita al centro del dibattito pubblico. Una situazione diversa da quella affrontata dal presidente Giovanni Malagò, considerato più abituato a muoversi in contesti dove sport e politica finiscono per intrecciarsi. Proprio per questo, nelle ultime ore avrebbe iniziato a prendere quota anche l'ipotesi di valutare alternative. Tra i nomi circolati ci sarebbero quelli di Roberto Mancini e Antonio Conte, ma entrambe le opzioni non convincerebbero Maldini. Conte verrebbe ritenuto poco adatto a un progetto pluriennale, mentre su Mancini peserebbe ancora il ricordo dell'addio alla Nazionale nel 2023.

Da qui il sospetto, rilanciato nelle ultime ore, che la questione politica possa diventare anche un modo per rimettere in discussione una scelta che aveva sorpreso parte dei vertici federali e dell'opinione pubblica. Se la candidatura di Pirlo dovesse definitivamente tramontare, il rischio sarebbe quello di aprire le prime tensioni nel nuovo assetto della Federcalcio. Maldini aveva accettato l'incarico con la garanzia di poter indicare il nuovo commissario tecnico e un eventuale cambio di rotta potrebbe incrinare gli equilibri costruiti nelle ultime settimane. In questo scenario, un ruolo di mediazione potrebbe spettare proprio a Leonardo, chiamato a ricucire il dialogo tra le diverse anime della Federazione qualora il caso Pirlo dovesse trasformarsi nel primo vero banco di prova della nuova gestione, con la Gazzetta dello Sport che parla addirittura di possibile passo indietro di Maldini nel caso in cui gli eventi precipitassero.

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