Per fortuna è finita. Si chiude stasera una delle peggiori stagioni della Lazio con la sfida contro il Pisa retrocesso davanti (forse) a 5.000 spettatori. Olimpico vuoto, sciopero confermato anche perché le ultime scivolate del presidente Lotito hanno gettato ulteriore benzina sul fuoco della protesta della quasi totalità dei tifosi biancocelesti. Scenario molto triste nonostante l’ultima di Pedro con la Lazio e quella altrettanto sicura di Sarri in panchina avrebbero meritato un saluto diverso. Tant’è, la frattura è insanabile, non ci sono margini tanto più da parte del presidente che fa spallucce, e ribadisce di non voler mollare.
Sarri regala l’ultimo piccolo sgarbo a Lotito e Fabiani, soprattutto al ds che tanto si era speso la scorsa estate per riportarlo a Roma: niente spazio per i giovani Pryzborek e Ratkov, costati quasi venti milioni nel mercato di gennaio e quasi mai impiegati dal tecnico toscano. A proposito, Maurizio nelle prossime ore incontrerà il presidente per rescindere il contratto fino al 2028. Andrà all’Atalanta (favorita) o al Napoli sempre che la transazione economica accontenti entrambe le parti. In chiave biancoceleste resta una corsa tra Pisacane, Gattuso, Palladino e il sogno Conceicao. Ma torniamo alla partita di stasera Sarri punta sui migliori, non farà esperimenti in una gara inutile, i giovani resteranno inizialmente a guardare nell’«amichevole» contro il Pisa. Senza gli squalificati Tavares, Rovella e [/TESTO-BASE][TESTO-BASE]Taylor, davanti a Furlanetto, agirà il quartetto formato da Marusic, Romagnoli (anche lui al passo d’addio), Provstgaard e Pellegrini. In mezzo al campo Patric regista con Dele Bashiru e Basic ai lati mentre il centravanti sarò Noslin, Cancellieri e Pedro ai suoi lati. Cataldi e Zaccagni nemmeno in panchina tanto per chiudere sempre peggio una stagione da maledetti laziali. Ma il vero problema sono le prossime con tanti nodi da sciogliere.
