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Le associazioni equestri scrivono alla Fise"Urge sostegno economico"

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Falconiero dell'Unase: "Non vogliamo elemosina ma quello ci aspetta"

Alessandro Austini
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Come diversi settori, anche il mondo degli sport equestri è in grave difficoltà per l'emergenza coronavirus. Un impatto pesantissimo che grava soprattutto sui Centri e sui cavalli interdetti dall'attività sportiva ma ai quali vanno comunque garantite cure, gestione e movimento. Comprensibilmente preoccupato Maurizio Falconiero (Presidente UNASE) si è rivolto con una missiva alla FISE, al CONI e ai Ministeri competenti:“I centri sostengono da anni le attività federali versando nelle casse FISE ingenti somme e hanno contribuito anche a sanare il debito fatto a suo tempo dalla dirigenza federale. Non chiedono elemosina né per se né per i cavalli ma sola la restituzione di almeno una parte delle ingenti quote versate negli anni o di quelle che è previsto versino in futuro sempre per sanare il buco di bilancio. Il fermo dell'attività sportiva di gran parte di questa stagione e il rinvio dei giochi olimpici dovrebbe inoltre consentire una maggiore disponibilità economica per aiutare i centri e i comitati organizzatori che costituiscono la FISE ma anche i tecnici". “Desideriamo ringraziare per i primi contributi che i Comitati Regionali FISE hanno erogato con i loro esigui bilanci ma é necessario un adeguato impegno della FISE nazionale e non può mancare il supporto delle istituzioni competenti” ha aggiunto il Presidente Falconiero. “Il cavallo é un compagno di sport, un co-terapeuta e un motore economico cui é legata una grande filiera. I cavalli meritano la stessa dignità dei cani, che sono quotidianamente curati e movimentati dai rispettivi proprietari, degli altri animali e persino degli orti per la cui cura e gestione ci si può giustamente spostare persino in altro comune, come anche il ministro competente ha ribadito. Nè siamo troppo diversi dal comparto ippico che non ha mai fermato l'allenamento dei cavalli da corsa. É consentito lo spostamento per motivi di salute. Le motivazioni legate alla salute sono da ritenersi estese anche alla salute degli animali tutti, inclusi i cavalli. Il nostro comparto sportivo ha agito con grande responsabilità perché i proprietari dei cavalli, laddove possibile, hanno lasciato e concordato che fossero i centri a gestirli e soprattutto a movimentarli nonostante le associazioni ove sono scuderizzati non siano pagate né deputate a determinate attività. Ora però é tempo che i proprietari siano più presenti nella gestione, cura e movimentazione dei cavalli ovviamente d'intesa con i Centri e nel rispetto della vigente normativa ed in particolare nella prevenzione del contagio. L'equitazione prevede unità tra cavallo e cavaliere ma distanziamento sociale naturale e si svolge all'aperto rendendo quasi impossibile il contagio. Serve però una attivazione anche da parte della FISE che fissi le linee guida a tutela dei suoi affiliati”. “Siamo fiduciosi” aggiunge UNASE “che, sotto l'egida del CONI e del Ministro dello Sport, i centri potranno riprendere a brevissimo anche l'attività sportiva in concomitanza con il calcio e probabilmente anche prima viste le caratteristiche del nostro sport”.

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