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Il Catania frena la Lazio. Roma beffata a Genova

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Avrebbe dovuto essere un primato effimero, quello della Juventus, invece regge a dispetto di tutto e di tutti, con la gentile collaborazione di chi avrebbe potuto sottrarglielo. Passi in avanti significativi per il Napoli che rimanda battuta l'Udinese e per il Milan che trova per la seconda volta di seguito un cannoniere inatteso, stavolta la tripletta porta la firma di Nocerino, non proprio uno specialista. Effimero davvero, invece, il primato che la Lazio si era conquistata con il gol del solito Klose nel primo tempo, ma poi le assenze si sono fate sentire, il Catania specialista in rimonte ha trovato il pari con Bergessio. A sorpresa era tornato in campo anche Hernanes, per il quale era previsto un più lungo stop, ma non valgono a salvare il risultato né il suo apporto né la tattica più prudente scelta da Reja a difesa dell'esiguo vantaggio. Una grande occasione perduta, proprio come quella buttata al vento dalla Roma, invano padrona del campo per novanta minuti e tradita da due sbavature difensive, dopo avere regalato il possibile in attacco. Distrazione sul corner all'ultimo minuto, dopo che Borini aveva finalmente trovato un pari più che meritato. Quando si dice dei grandi numeri. L'Udinese aveva concesso un solo gol in otto giornate, un tempo della nona già raddoppia il passivo. Non casuale che a spezzare l'equilibrio arrivi il gran colpo al volo di Lavezzi, che non segnava da un anno e un giorno. Si diceva della Roma: aveva giocato un primo tempo da spettacolo, la squadra baby coraggiosamente schierata da Luis Enrique, un attacco di ventenni, purtroppo con il ricorrente problema di non saper tradurre in cifra utile le occasioni create, collabora anche l'arbitro. E il Genoa, a lungo schiacciato, ha tratto il massimo profitto da uno sciagurato svarione di Heinze, trovando un immeritato vantaggio. Ripresa sullo stessa tema, quattro punte in campo, punizione crudele. L'Inter fermata a Bergamo, deve ringraziare Denis per il rigore malamente calciato nel finale, con i piccoli passi difficile recuperare un handicap così pesante. Dovrebbe cercare il Bologna, di farsi squalificare il campo: sette punti in trasferta, con il raid a Verona, neanche uno al Dall'Ara. Stasera si chiude con il derby dei rimpianti tra Palermo e Lecce, punti buttati via a Roma e contro il Milan. Rischia poco Mangia, finora Zamparini non ha dato i soliti segnali di insofferenza, pericolante Di Francesco, che ha avuto finora poca fortuna. Rimpianti ha rischiato di averne anche la Juve, prima che Matri mettesse le cose a posto, una marea le occasioni mancate contro una Fiorentina fantasma, non bastano venti minuti dignitosi a riscattare una prova inguardabile. Aggettivo valido anche per le maglie delle due squadre, sembrava di assistere a Palermo-Treviso. Stanno uccidendo, i soldi degli sponsor, i sogni che i colori amati suscitavano nei tifosi di ogni età. Fra tre giorni si riparte, per prime in campo le italiane di Champions, è un turno molto sentito, lo testimoniano le rinunce importanti di qualche tecnico, a riposo anche bomber celebrati, da Di Natale a Osvaldo.

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