Biancocelesti, giochiamocela
E venne il giorno dei verdetti. Dopo un'estate sull'altalena delle emozioni, con il tifo diviso tra l'entusiasmo per gli arrivi di Cissé e Klose e la depressione per la partenza di Zarate, finalmente stasera il campo darà il suo responso sulla nuova Lazio. Eccessivo? No, a caricare di significati la sfida al Milan campione d'Italia è lo stesso tecnico dei biancocelesti Edy Reja: «Certamente non possiamo aspettarci un giudizio definitivo - spiega - ma delle indicazioni importanti sì». La Lazio inizia là dove aveva fallito nella passata stagione, al cospetto di una grande. E allora la crescita del gruppo va verificata sin da subito: «Abbiamo costruito una squadra pensando a come renderla più competitiva rispetto alla passata stagione, certo solo il campo potrà darci un verdetto attendibile. L'idea è stata quella di aggiungere esperienza e personalità». Personalità, il tecnico ripete il concetto più volte e personifica la caratteristica in due uomini chiave: Klose e Cissé. «Sono due elementi di un certo spessore, accrescono di molto le nostre potenzialità offensive. Sono queste le nostre caratteristiche principali, è su questo che dovremo puntare». Non più, quindi, una Lazio "barricadera". «Quando parlo di personalità - chiarisce Reja - intendo la volontà di imporre il proprio gioco su qualsiasi campo». Compresa la tana dei campioni d'Italia: «Se vai a Milano a difenderti al 90% le prendi. Noi dovremo fare la nostra partita, ovviamente mantenendo una certa prudenza e tenendo presente anche quello che il Milan ci concederà». L'anno scorso l'immagine che la Lazio lasciò a San Siro non fu tra le più edificanti: «Ma in quella partita - si giustifica il tecnico - in pratica non avevamo attaccanti a disposizione, stavolta le cose cambieranno». Stavolta, semmai, qualche problemino di formazione ci sarà in difesa. «Ma io faccio pieno affidamento su Zauri e Bizzarri, si sono allenati benissimo durante tutto il ritiro e questo genere di partite dà grandi stimoli a tutti i giocatori». Il finale è per i pronostici («Il Milan è la mia favorita, in seconda fila c'è il Napoli, le altre sono tutte ancora dei punti interrogativi») e, ovviamente, non può mancare qualche domanda su Zarate: «Io credo che questa sia ormai acqua passata - dice il tecnico - e personalmente non posso che augurare a Mauro di fare benissimo all'Inter. Ha una grandissima occasione. Io devo solamente fare il meglio con la rosa che ho a disposizione». Aziendalista, Reja. Almeno sino a quando non gli si chiede se non sia rimasto deluso dal fatto che, al posto dell'argentino, non sia arrivato nessuno: «In attacco e in difesa siamo in tanti - spiega - invece a centrocampo, specie con l'infortunio di Cana, siamo un po' contati». Qualche dubbio, in fin dei conti, ce l'ha anche il tecnico. Al campo il compito di cancellarlo.
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