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Atalanta, niente sconti

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Ilprocesso d'appello dello scandalo calcioscommesse ha riservato un grande colpo di scena: non tanto l'assoluzione del difensore bergamasco, annunciata dopo l'arringa difensiva dell'avvocato Salvatore Pino, quanto la mancata riduzione dei sei punti di penalizzazione per il club orobico. La Corte di giustizia federale ha sostanzialmente mantenuto la linea dura adottata in primo grado dalla Disciplinare: confermata la squalifica del 38enne Doni (tre anni e sei mesi); confermata la radiazione per Signori («sconfortato ma deciso ad andare avanti»), Paoloni, Buffone, Gervasoni, Sommese e Bellavista (che ieri ha invece gioito per la revoca dell'obbligo di dimora decisa dal Tribunale della Libertà di Brescia); confermati i sei punti di penalizzazione per l'Ascoli in serie B e la Cremonese in Prima Divisione, confermata anche la retrocessione dell'Alessandria in Seconda Divisione. Le uniche rilevanti novità riguardano il presidente del Ravenna Gianni Fabbri, inibito per cinque anni dalla Disciplinare e addirittura assolto dalla Corte, lo sconto da nove a sei punti di penalizzazione ottenuto dal Benevento e soprattutto il proscioglimento di Manfredini: i giudici hanno dunque ritenuto prive di fondamento le rivelazioni di Micolucci e riconosciuto la totale estraneità del 31enne difensore nerazzurro nelle scommesse relative ad Ascoli-Atalanta. «L'incubo è finito – ha dichiarato Manfredini – questi due mesi mi hanno distrutto come persona, sono finito sui giornali e additato come mostro senza averne colpa. » stato un periodo tremendo: non capisco come alcune persone (il riferimento è a Micolucci, ndr) possano millantare e rovinare la vita altrui. Ora bisogna capire perché i giudici non abbiano ridotto la penalizzazione dell'Atalanta: uno sconto sarebbe importante per la salvezza». Ciò che ha sorpreso Manfredini ha lasciato interdetti anche gli avvocati della società orobica: perché, dopo il proscioglimento del proprio tesserato, non è decaduta anche la responsabilità oggettiva del club in riferimento alla gara Ascoli-Atalanta? Per capirne di più bisogna attendere le motivazioni della sentenza, che verranno pubblicate questa mattina dalla Corte federale. «Sono felice per Thomas – ha dichiarato Salvatore Pino, legale di Manfredini e Doni – i giudici hanno sconfessato la decisione di primo grado. C'è però grande delusione per Cristiano: non è possibile infliggere squalifiche basandosi su lettere anonime, dicerie o chiacchiere al telefono. Ora aspettiamo con interesse le motivazioni». Nessuna dichiarazione ufficiale, invece, è giunta dall'Atalanta. Il ricorso al Coni (probabilmente davanti al Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport e non all'Alta Corte) è scontato: il campionato sarà già partito, ma i legali del club orobico daranno battaglia per ridurre di due o tre punti la penalizzazione subita.

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