Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Il velo allontana l'Iran da Londra

default_image

  • a
  • a
  • a

Lacrimeamare di chi viene sconfitto a tavolino dai pregiudizi e dalle leggi del proprio Paese che quando stringe le mani al resto del mondo, ha ancora qualche conto in sospeso con la democrazia. Queste non sono soltanto ragazze che tirano calci a un pallone, ma donne che corrono e sudano innanzittutto per esserci. Per quelle che vivono come fantasmi nella loro terra, per quelle che non possono studiare, né entrare in politica, né praticare uno sport, per quelle che saranno solo «mogli» in tutta la vita. Per loro corrono le calciatrici dell'Iran, a bloccarle, però, basta un velo, uno hijab. Come è successo venerdì scorso, quando ad Amman la partita tra Iran e Giordania, valida per la qualificazione alle Olimpiadi di Londra 2012, non s'è mai disputata. Alla squadra della Repubblica Islamica, che si è presentata in campo coperta dal viso ai piedi dalla tenuta dello sponsor italiano, la Legea, il commissario della Fifa ha prima chiesto di cambiare la «divisa» e poi imposto la sconfitta a tavolino per 3-0, facendo così evaporare il sogno olimpico. È d'obbligo, però, qualche passo indietro: la disputa tra federazione calcistica internazionale e federcalcio iraniana è lunga ed estenuante. Praticamente un braccio di ferro infinito che pareva essere andato in stand-by grazie a un compromesso tra le parti in causa. Le giocatrici iraniane sarebbero scese in campo con una cuffia per coprire i capelli e una tuta al posto dei tradizionali calzoncini. La Fifa, però, su Londra 2012 era stata chiara: «è vietato ogni vessillo, simbolo e mostra di segni religiosi, politici, commerciali e personali su giocatori e ufficiali». Hijab compreso. Il presidente della federcalcio iraniana, Ali Kafashian minaccia una protesta formale e chiede che la partita venga giocata, la stampa di Teheran ipotizza una ritorsione visti i dissapori tra il regime iraniano e la monarchia sunnita del Bahrein (il Paese d'origine del commissario Fifa), intanto la calciatrici della nazionale d'Iran sono state mandate in panchina. Accanto a loro, tutto quello che rappresentano.

Dai blog