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E adesso la riscossa di Ranieri

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Iviola di Mihajlovic sono attesi da una trasferta a Marassi contro la Sampdoria e, sabato prossimo, da un confronto casalingo non agevole col Bari; i giallorossi ospitano sabato il Genoa e domenica 24, all'ora della messa e della coda alla vaccinara, vanno a Parma. Intendiamoci, sei turni di campionato sono pochi, pochissimi, per sparare sentenze ma le difficoltà di queste due gloriose società colpiscono perché erano inattese, specialmente nel caso della Roma dopo la serrata battaglia sostenuta con l'Inter addirittura per lo scudetto. Il caso della Fiorentina è diverso per molte ragioni. Quelle di carattere tecnico riguardano l'allenatore Mihajlovic e i due attaccanti stranieri Jovetic e Mutu che, con Gilardino si possono classificare tra i migliori elementi della compagine, ma che in questo tratto iniziale del torneo sono risultati indisponibili, Jovetic per un serio infortunio, Mutu per una pesantissima squalifica che scadrà soltanto il 29, quattro giorni dopo la visita del Bari. In queste sei giornate hanno segnato D'Agostino, Gilardino e più di una volta un altro straniero. Ljajc, un promettente giovanotto serbo. Bisogna anche considerare le difficoltà che può incontrare un allenatore come Mihajlovic in un ambiente nuovo ed esigente, difficoltà che l'indisponibilità di due tra i migliori elementi di prima linea non può che moltiplicare. In Sicilia il tecnico slavo ha fornito buona prova e come giocatore, tra Lazio ed Inter, non ha riscosso che giudizi positivi, ma, per una fastidiosa coincidenza, si è trovato a debuttare nelle file della società viola proprio nella fase più acuta dei contrasti tra i Della Valle, facoltosa e geniale famiglia marchigiana proprietaria delle azioni gigliate, e le autorità locali - il sindaco Renzi e il presidente della Regione Rossi - in genere piuttosto polemici tra di loro anche se militanti nello stesso partito, e divisi nel caso della Fiorentina dal giudizio sulla destinazione da dare alla Cittadella dello Sport, a cui naturalmente è interessata la famiglia Della Valle. Questo è solo uno dei casi e delle contese a cui danno vita i rapporti tra le società di calcio e i dirigenti degli enti locali, ad esempio la collocazione dei nuovi stadi da costruire, come ha fatto la Juventus. Si può sperare che il ritorno degli attaccanti infortunati e una soluzione del dissenso con il sindaco e il governatore della Toscana possa giovare a Mihajlovic che per ora, comunque, deve trovare la formazione giusta per non soccombere controdue avversari collaudati come la Sampdoria e il Bari. Ma la situazione della Roma appare ancor più complicata perché in casa giallorossa non si tratta di assenze temporanee o di dissensi con le autorità locali ma di una duplice crisi: l'enorme, pericoloso ritardo con cui banche ed eventuali acquirenti del club stanno trattando la successione alla famiglia Sensi e le difficoltà in cui si dibatte quest'anno l'allenatore, quel Ranieri che fino a pochi mesi fa era acclamato come un trionfante «romano de Roma». Consumatissimo e appassionato professionista, l'autore della miracolosa sfida alla super-Inter, il condottiero della Roma da Champions è stato tradito dal fallimento degli otto brasiliani, da una campagna acquisti sfortunata e dalle difficoltà di Totti. Ci aspettiamo la sua riscossa.

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