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Metamorfosi sentimentale del presidente

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Doposei giornate, il campionato italiano non presenta, naturalmente, soluzioni definitive per le zone calde della classifica e nemmeno indicazioni irrevocabili, ma orienta i riflettori su tre coppie molto interessanti. La prima è composta, ovviamente, dalle due favorite della vigilia, l'Internazionale e la Juventus, che tra l'altro si sono confrontate proprio domenica sera e che, nonostante la mancanza di gol (dovuta, in buona parte alla validità delle opposte difese, soprattutto dei due portieri), hanno provocato un notevole entusiasmo per la qualità del gioco messo in campo per la grinta con cui si sono affrontate e per la correttezza con cui l'hanno fatto. Nell'Inter, la superba efficienza di Etòo ha sottolineato ancora una volta l'eclisse tecnica e in parte anche agonistica di Milito; e l'allenatore Benitez ha colpito ancora una volta, almeno il sottoscritto, per l'esemplare controllo dei nervi che ha irritato il solo Muntari, talmente furioso per l'esclusione dalla partita da abbandonare addirittura lo stadio. Ma in progresso sensibile, nonostante il persistente ritardo in classifica, è apparsa la Juve che, anche grazie all'apporto del serbo Krasic, ha governato magistralmente lo scontro. Alle spalle di questa coppia, benchè in realtà l'una preceda in classifica l'Inter e l'altra divida il terzo posto con il Milan vittorioso a Parma, ci sono Lazio e Napoli, come competitori degli squadroni, per tutte le posizioni più ambite. Gli azzurri di Mazzarri hanno cancellato il ricordo delle delusioni casalinghe (ultima, quella col Chievo), liquidando prima il Cesena in trasferta, poi rimontando in maniera romanzesca la gara con lo Steaua, infine superando con estrema disinvoltura ed uno splendido gol di Hamsik, la Roma. Ma la Lazio, vittoriosa col Brescia con la rete di un Mauri da Nazionale, ha conquistato addirittura il primo posto della graduatoria, il suo presidente Lotito, in una simpatica intervista radiofonica con la Radio, ha confermato la sua metamorfosi sentimentale nei confronti dei tifosi e della squadra, che ha accompagnato una campagna acquisti magistrale e la scelta geniale dell'aquila come simbolo vivente del club. Le due formazioni del centro-sud, vantano tutte le promesse tecniche e organizzative per lottare alla pari con Torino e Milano ma, se vogliamo, queste prime sei giornate hanno rivelato progressi sensibili anche in altre compagini meridionali come il Palermo, il Bari, il Lecce, lo stesso Cagliari. La stagione sta registrando, in altre parole, una significativa riduzione della distanza che esisteva in passato tra il calcio del Nord, più ricco e organizzato, e quello centro-meridionale al quale non faceva difetto unicamente la passione popolare. L'attuale torneo, segnala soltanto due eccezioni, speriamo provvisorie, a questo progresso, la Fiorentina e la Roma, la terza coppia di cui parlavamo in principio e che sta conoscendo una crisi assolutamente non prevista. I viola lamentano a turno assenze di rilievo, come quella di Jovetic, Vargas o Montolivo; i giallorossi risentono della crisi sociale e di un disorientamento dell'allenatore dopo tanti campionati esaltanti. Fortunatamente è troppo presto per lanciare gridi di allarme, anche perché Mihailovic conosce il mestiere e la crisi del club romano potrebbe risolversi nel giro di poche settimane. Le premesse ci sono tutte.

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