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Tessera addolcita

Tifosi della Roma

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Il progetto tessera del tifoso è definitivamente decollato. Ieri mattina al Viminale il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha presentato l'ultimo tassello di un mosaico fortemente voluto e inseguito da tempo. L'accordo firmato dal governo con le Ferrovie dello Stato e Autogrill Spa introduce importanti agevolazioni per i possessori della tessera che vogliono seguire la propria squadra del cuore in trasferta. Le Ferrovie si sono impegnate a praticare uno sconto del 15 per cento sui biglietti dei treni, mentre Autogrill ridurrà del 10 per cento i prezzi nei ristoranti «Ciao» e predisporrà vantaggiosi «Menù del tifoso» nei propri bar. Il Viminale avrà invece il diritto di organizzare ogni domenica «un piano nazionale di prevenzione lungo le vie di trasporto stradali e ferroviarie, finalizzato a garantire il regolare svolgimento delle trasferte». Dopo cinque anni di idee, discussione e rinvii, il ministro Maroni può finalmente gioire: «Oggi è una giornata importante. La convenzione firmata con le Ferrovie dello Stato e Autogrill Spa rappresenta un punto di svolta: la tessera del tifoso ha destato molte polemiche, preoccupazioni e anche qualche parola di troppo. Chi è contro non ha capito di cosa si tratta, oppure fa finta di non capire e pensa che la violenza sia una cosa lecita». Maroni ha risposto ancora una volta alle critiche provenienti dai tifosi e dai gruppi ultrà, riunitisi la scorsa settimana a Catania per protestare contro l'introduzione della tessera (il costo della tessera varia dai 5 ai 10 euro e in alcuni casi è gratis con l'abbonamento). «Non vogliamo schedare né controllare nessuno – ha spiegato il ministro – ma solo favorire i tifosi buoni e lasciar fuori dagli stadi chi va per scopi diversi dallo spettacolo. Voglio ringraziare le società per aver aderito all'iniziativa nonostante le numerose pressioni ricevute». Dopo aver elencato i risultati ottenuti, Maroni ha rivelato un sogno nascosto: «Entro fine legislatura, cioè nei prossimi tre anni, vorrei eliminare le barriere e le reti di protezione da tutti gli stadi italiani. Per riuscirci dobbiamo sconfiggere la criminalità organizzata e cancellare ogni forma di violenza. È un fatto culturale: lo stadio deve diventare un luogo di accoglienza, per il tifo vero e leale, come accade negli altri paesi». Anche Giancarlo Abete, presidente della Federazione italiana gioco calcio, ha commentato positivamente l'entrata in vigore della tessera: «Il progetto del Viminale ha trovato ampia condivisione da parte di tutto il sistema sportivo. Certo bisogna ragionare e verificare la qualità dello strumento adottato, ma la tessera non è una schedatura: già oggi è necessario esibire un documento d'identità per acquistare i biglietti». In chiusura è intervenuto anche il capo della polizia Antonio Manganelli, spiegando lo stato attuale della situazione: «Stiamo cercando di strappare le radici del fenomeno violenza all'interno degli stadi. Negli ultimi anni abbiamo ottenuto buoni risultati grazie all'introduzione degli steward, ma nel finale dello scorso campionato c'è stata una leggera inversione di tendenza. Anche per questo abbiamo varato un pool investigativo con lo scopo di individuare i tifosi violenti legati alla criminalità organizzata».

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