De Rossi convinto: "I tempi bui passeranno"
Non è un bel periodo. Per lui e la Roma. «Ma passeranno i tempi bui». Daniele De Rossi prova a pensare positivo. «Vivo un momento molto simile a quello della squadra - spiega il centrocampista giallorosso durante la presentazione dei nuovi scarpini Adidas Predator X che utilizzerà ai Mondiali e su cui ha fatto scrivere il nome della figlia Gaia - ma non sono la zavorra della Roma». Il tornado della contestazione ha coinvolto in parte anche lui. «Dite che non gioco una buona partita da due anni e mezzo ma non sono mai stato uno che fa vincere da solo la Roma e l'Italia. Ora possiamo solo migliorare: non credere nel quarto posto sarebbe un delitto». De Rossi è convinto di riconquistare l'amore della gente. «Non è la prima volta che ci allontaniamo dai tifosi ma il rapporto si riallaccerà. È un peccato per quei fischi, comunque dalla tribuna non ho visto viziatelli che smanacciano contro la curva o fanno gesti di stizza (poi preciserà che non si riferiva a Cassano). Esistono anche problemi che vanno oltre la sfera tecnica. Questo potrebbe potrebbe crearci degli alibi: sarebbe il male peggiore». Sulla situazione societaria non vuole e non può sbilanciarsi: «I Sensi mi hanno preso a 12 anni e mi hanno fatto diventare ricco. Adesso stanno vivendo un momento difficile e non lo nega nessuno. Poi se arrivasse un benefattore saremmo tutti felici. La mia cessione per rimettere a posto le cose? Non credo ci sia bisogno: possono venderne due al posto mio... Io non mi lego alla Roma e alla città in base a chi si compra. Qui sto bene, poi non posso prevedere il futuro». In parte sì: davanti a lui c'è il Mondiale. «Se potessi lo rifarei uguale a quello tedesco. Spalletti allenatore della nazionale? È pronto, lo vedrei bene». Intanto stasera c'è il Fulham. «Questa coppa è la nostra Champions e ricordiamoci che la Roma non l'ha mai vinta».
Dai blog
Fenomeno Anna, la rapper dei record cala un altro asso
La modernità di Ulisse nell'Odissea pop di Christopher Nolan
La rinascita della melodia nelle canzoni di Valerio Piccolo