Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Roma inarrestabile

default_image

  • a
  • a
  • a

È il bilancio di un turno infrasettimanale che strizza l'occhio ai giallorossi e li rilancia in un campionato da vertice. Trentotto giorni dopo Spalletti ritrova Totti risparmiato a Napoli per un Palermo che all'andata aveva fatto piangere i giallorossi. A centrocampo c'è anche Aquilani, altro «malato» di lungo corso e il tecnico giallorosso punta sul rombo: si piazza dietro alle due punte (nella ripresa si darà il cambio lì con Perrotta che fa 300 in A), mentre in difesa, con Panucci illustre escluso, fiducia ancora a Cicinho. La Roma parte piano, è lontana anni luce da quella lucida e brillante vista al San Paolo tre giorni addietro, ma non ci mette molto a prendere in mano il pallino del gioco. Anche se il primo boato dell'Olimpico dopo tredici minuti, arriva quando il tabellone si illumina per indicare il gol della Samp contro la Lazio: il caso vuole che a realizzarlo sia Delvecchio e dalla Sud riecheggia un coro ormai dimenticato. La squadra di Spalletti cresce, Aquilani inizia a prendere confidenza e arrivano le prime cose interessanti. Ci provano prima Riise (Migliaccio salva in angolo), poi De Rossi sulla battuta dalla bandierina di Totti (testa a lato), quindi Brighi che non si coordina a due passi da Amelia dopo una grande azione solitaria di Vucinic. Momento di fair play al ventesimo quando l'arbitro blocca Vucinic lanciato a rete da un retropassaggio: il giovane Pierpaoli viene ingannato dal guardalinee che alza la bandierina, poi capisce l'errore e fa restituire il pallone alla Roma. Bene, giusto così e Spalletti applaude. Cinque minuti dopo la svolta che corona la crescita giallorossa. Cicinho la mette dentro da destra, Totti è un fulmine a battere a rete, Carrozzieri la sbuccia e Amelia è ko: gol numero 171 del capitano e Roma in vantaggio. La replica del Palermo non si fa attendere. Prima Liverani sfiora l'incrocio su calcio piazzato (di fatto il primo tiro in porta degli ospiti), poi l'ex laziale imbecca alla perfezione Cavani che approfitta della dormita generala dei romanisti e infila Doni. Fa 1-1 e tutto da rifare. Pierpaoli torna alla ribalta nel finale: prima al 40' nega un rigore netto per fallo da tergo di Bovo su Perrotta, poi chiude gli occhi quando Brighi (altra gran palla di Totti) si appoggia su Nocerino e chiude in rete di testa per il 2-1 che manda le squadre al riposo. La ripresa si apre ancora con un boato della Sud di riflesso a Marassi: il 2-1 è firmato da Cassano e arriva anche una buona dose di fischi. All'Olimpico invece rientra in campo solo il Palermo, la Roma è ferma e si affida solo al contropiede. Così gli ospiti prendono campo, confidenza e centrano una traversa con Mchedlidze al 22'. È la sveglia per i giallorossi che provano a rientrare con la testa in partita: Vucinic però sbaglia clamorosamente il gol del ko: il suo colpo di testa a portiere battuto è fuori. Poi tocca a De Rossi sbagliare clamorosamente dopo una discesa da fenomeno su un'altra intuizione di Totti. Poi la Roma perde Cassetti, appena entrato proprio per il capitano e chiude in dieci sugli assalti dell'ottimo Palermo di Ballardini. Bene così, c'è aria di Champions.

Dai blog