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La capolista tra passione e ribelli

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Direte: sarà anche vero, ma Rossi ha avuto con Inzaghi problemi di coabitazione, dovendolo addirittura costringere a una sorta di lavori forzati per recuperarlo; alla fine, poi, s'é preso da lui, dopo il provvidenziale, bellissimo e vindice gol, anche degli insulti. Tutto vero, ma chi mi dice che la «punizione» estiva non sia stata soprattutto una scelta della società? Se è vero che altri giocatori sgraditi a Rossi sono stati allontanati dalla Lazio, mi sembra importante il fatto che l'allenatore abbia comunque salvato Simone il ribelle. E altrettanto significativa è stata una dichiarazione di Rossi dei giorni scorsi: alla domanda che proponeva un confronto con la Lazio di Cragnotti, Delio ha risposto esibendo con molta sincerità una preferenza per la Lazio di Maestrelli. Ecco: a proposito di «ribelli» non ho citato laziali contemporanei come Di Canio perché il mio pensiero era andato subito a quella splendida Lazio Scudetto che quell'amico sereno e giudizioso di Tommaso amministrava alla grande senza accusare difficoltà per la presenza di tipi come Wilson, Martini, Chinaglia, D'Amico e compagnia bella, ragazzi apparentemente ingovernabili che spesso rendevano rovente la vita di spogliatoio ma esibivano eroici furori sul campo sbaragliando gli avversari e entusiasmando il popolo biancoceleste. Non posso dire che Simone Inzaghi sia in grado, oggi, dopo una carriera contraddittoria, di farsi leader del gruppo affidato a Rossi, ma certo é arrivato in tempo per dare un tocco di passione in più a una squadra di bravi ragazzi che gioca un buon calcio, piace anche ai laziali più riottosi e alla quale un paio di palle di scorta non faranno certo male.

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