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Paolo Dani MILANO È iniziato con i consueti toni ...

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L'incontro che ha dato il via all'ennesima rivoluzione sulla panchina dell'Inter potrebbe avere strascichi tutt'altro che simpatici, per usare un aggettivo caro al presidente nerazzurro, visto che Mancini non sembra intenzionato a rinunciare a un solo euro dei 24 milioni che deve avere dalla società di via Durini fino al 2012, termine del contratto firmato l'anno scorso. In tutto questo, Josè Mourinho aspetta nella sua casa di Setubal e l'annuncio ufficiale del suo arrivo a Milano slitta ancora. Il tecnico portoghese dovrebbe planare entro la fine della settimana, ma l'Inter continua a tacere sia sul licenziamento di Mancini sia sulla firma di Mourinho che, al momento, è quindi un allenatore a distanzà di una squadra lontana qualche migliaio di chilometri. È probabile che «the special one» attenda il ritorno a Milano di Massimo Moratti, impegnato a Barcellona per questioni legate alla Saras, ma anche la questione Mancini ha un suo peso, dato che è difficile presentare un nuovo allenatore senza prima aver ufficialmente licenziato quello precedente. Certo è che Giorgio De Giorgis, procuratore di Mancini, ha chiarito per bene qual è la posizione dell'ormai ex tecnico dell'Inter nei confronti della società: «Il pagamento fino al 2012 è dovuto in quanto c'è un contratto fino a quella data - ha detto intervistato da Sky - Per cui non ci sono clausole, quando c'è un contratto va rispettato fino al termine. Quando un presidente si affida prima a Roberto Mancini e poi a Mourinho sa quali sono i costi che portano». Massimo Moratti vorrebbe infatti evitare il clamoroso esborso economico dei prossimi tre anni in cui dovrebbe versare - al netto - 24 milioni di euro a Mancini e 27 a Mourinho, senza contare i rispettivi staff, e vorrebbe chiudere il rapporto con il tecnico di Jesi con una buonuscita comunque generosa vicina ai 9 milioni. Non è questa l'idea di Mancini che è rimasto nella sua casa di Milano per seguire da vicino una trattativa che potrebbe finire per vie legali. Presto Mourinho arriverà a Milano con la sua lista della spesa, Mancini se ne andrà comunque più ricco di prima. E Massimo Moratti dovrà mettere come al solito mano al portafogli.

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