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Marco Grassi Cercheremo di non ...

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Fino all'arrivo posto in cima alla devastante Marmolada. In fuga dal mattino con altri 9 (tra cui, come sabato, Bettini), Sella si è giovato dell'aiuto del compagno Baliani, che ha tirato a lungo. Il gruppo, memore di quanto avvenuto 24 ore prima, non ha lasciato spazio, con la Lpr di Di Luca sempre a tirare per tenere il distacco sotto i 3 minuti tra Pordoi, San Pellegrino, San Tomaso Agordino e Giau. Ecco, il Giau. Terz'ultimo colle di giornata, e molto duro: sulle sue pendenze hanno perso contatto molti favoriti: Klöden, Leipheimer, Savoldelli, Nibali, Piepoli (che poi è caduto e si è ritirato), Bruseghin, e anche se qualcuno è poi rientrato, è parso evidente che quelli messi meglio erano Riccò, Contador, Simoni, Di Luca, Pellizotti, Menchov e Pozzovivo, piccolo compagno di Sella. Sul Falzarego un Nibali rientrato sui migliori nella precedente discesa ha provato l'allungo con Pérez Cuapio, e si è portato sui battistrada al termine della picchiata. Ma a inizio Marmolada Sella è scattato di nuovo, definitivamente, e non l'hanno visto più: addirittura ha guadagnato ancora sui big, con una prestazione enorme. Vincere due tapponi dolomitici consecutivi è capitato a pochi. E tra questi c'è un certo Marco Pantani nel lontano Giro 1994.

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