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Platini: il calcio torni ad essere sport

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Che lo infetta. Sul tavolo della sua scrivania, nella sede della Uefa, ha pronto il discorso che farà domani mattina ai membri dell'Assemblea del Consiglio d'Europa. Il presidente dell'organo amministrativo, organizzativo e di controllo del calcio europeo partirà dalla sua esperienza personale, quella che l'ha reso più europeo: «Sono diventato quello che sono grazie a questo sport». Ma per Platini, il processo evolutivo di questo settore, si è trascinato dietro una malattia. «Negli ultimi anni - spiega il francese - in questo sport abbiamo assistito a una vera esplosione di interessi delle aziende, sia per i campionati che per le squadre. Sono stati attratti grandi potenziali finanziari a beneficio dei potenti e dei ricchi, penalizzando la massa». Il presidente Uefa racconta che si è rischiato di ridurre questo sport a una semplice mostra, sminuendolo, «col fine di farlo divenire un prodotto. Le squadre pensano sempre di più a fare profitti, piuttosto che a vincere trofei». Insomma, il calcio rischia di esser messo in vetrina, perdendo di senso e attirando «il male della società. Le federazioni dovrebbero continuare ad essere l'elemento fondamentale di una organizzazione che fornisce una garanzia di coesione sportiva». Nella sua giornata al Consiglio d'Europa Platini chiederà all'Assemblea un aiuto concreto. Per sostenere il modello del calcio europeo, nel Vecchio Continente e nel Mondo, e per "ripulire" un mercato, un business, che sta trasformando un divertimento in emergenza sociale.

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