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Ha un suo fascino, innegabile, il ...

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Ci vorranno ancora tre mesi prima di riproporre lo scontro diretto tra le prime delle classe, una rivincita di quel trionfo romano dei nerazzurri, una partita che per ora rappresenta l'episodio chiave per la definizione delle attuali posizioni, tre punti che rappresentano, per la Roma, un Izoard da scalare. Si parlava di calendario addirittura «costruito», secondo i maliziosi, per creare problemi ai romani. Valutazione che avevo definito discutibile, perché il cammino del campionato è fatto per restituire, magari con gli interessi, qualcosa che toglie. E dunque fino al fatidico giro di boa abbiamo una Roma che affronta impegni a livello medio-basso di difficoltà, lo stesso si potrebbe dire per la capolista se non intrervenisse, subito prima della lunga sosta, il derby milanese. Fino a far ipotizzare che le due protagoniste potrebbero ritrovarsi affiancate al via della seconda fase della stagione, identico l'onere europeo almeno fino agli albori della primavera. Rimane però, in un obiettivo bilancio di previsione, che la corsa allo scudetto non è proprio ad armi pari. Bravissimo Spalletti nella gestione di un gruppo che ha largamente migliorato la qualità delle seconde linee, ma l'organico dell'Inter rimane di livello superiore: forse non tecnicamente, però con schiacciante supremazia sul piano atletico e soprattutto sulla possibilità di ricorrere al turnover senza soffrire. A Mancini, che come la squadra ha ritrovato serenità, sono mancati gente come Vieira, Stankovic, Materazzi, Adriano mai pervenuto, finora neanche una sconfitta. Alla Roma potrebbero non bastare grandi imprese, un miracolo sarebbe di aiuto.

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