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L'ultimatum di Ferrari alla società

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Ora che i giallorossi tornano qui con tutt'altre ambizioni, Ferrari ricorda quel 2-1 come una cosa lontana. «Faceva un freddo infernale, mi ricordo la neve e poco altro». L'Ucraina viveva dei giorni molto delicati con Yushenko appena eletto e il suo popolo arancione alle soglie della rivolta civile. Ferrari rammenta anche quello. «Ne discutemmo molto con i compagni, le autorità allora ci sconsigliarono di lasciare l'albergo e c'erano bandiere arancioni un po' ovunque». Ma adesso, tre anni dopo, l'attenzione del difensore giallorosso è su un contratto in scadenza nel prossimo giugno e ancora lontano anni luce dal rinnovo. Anche qui Matteo non ha peli sulla lingua. «In questo momento sto aspettando - spiega deciso - che la società si faccia avanti, ma non aspetterò ancora molto: diciamo fino a Natale. In questi giorni c'è stata una proposta ma non si è nemmeno avvicinata a una cifra accettabile. La cosa che dà più fastidio sono le voci sul fatto che io non voglia stare alla Roma o chieda cifre esagerate. Non è così, io ho rinunciato a molte offerte, anche a quelle che non passano una seconda volta». Ma intanto c'è da giocare una partita di Champions che potrebbe mandare la Roma agli ottavi di finale. Ferrari sa benissimo cosa bisognerà fare stasera anche se non è al top della condizione. «Sì, ho un fastidio al pube e non sono al cento per cento, ma non è nulla di grave. Sappiamo che basta anche un pari, ma non facciamo calcoli e vogliamo andare avanti per giocare gli ottavi di finale. Il freddo? Tanto e forse in questi casi si potrebbe giocare su un terreno sintetico: io non lo amo, ma forse sarebbe il caso». Tiz.Car.

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