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La carica di Spalletti «Vogliamo giocarci la rivincita con l'Inter»

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E il più abbordabile si chiama Coppa Italia. Stasera, o meglio stanotte (si gioca alle 21.15 per «colpa» del programma di Raiuno «Affari Tuoi»), a San Siro va in scena il primo atto della semifinale tra Milan e giallorossi. Spalletti si affida alla squadra migliore e questo dimostra quanto ci tenga ad alzare al cielo un trofeo. Non sarà la Champions League, ma per il tecnico toscano e la Roma è giunto il momento di arricchire la bacheca. «Sarà un bella partita - assicura Spalletti - perché davanti abbiamo il Milan che a questa Coppa ci tiene un po' più del solito. Io tenterò di mettere in campo la squadra più forte». Ovvero: nove titolari su undici. In porta ci sarà Curci, mentre Wilhelmsson prenderà il posto dello squalificato Taddei sulla destra. Perrotta e Mancini completeranno la linea dietro Totti: il capitano stringerà ancora i denti e scenderà in campo nonostante il forte dolore all'alluce. Recuperato anche Mexes, che farà coppia con Chivu. Panucci e Tonetto presidieranno le fasce, mentre Pizarro e De Rossi torneranno ad impadronirsi del centrocampo. In panchina, Tavano e Vucinic sono pronti a subentrare: entrambi sono candidati per la sostituzione del capitano domenica contro il Siena. Se Totti & Co. faranno il proprio dovere contro il Milan, in finale dovrebbero ritrovarsi di fronte per il terzo anno consecutivo l'Inter, che ieri ha virtualmente chiuso la pratica Sampdoria. «È uno stimolo in più perché quando li abbiamo affrontati in finale abbiamo sempre perso. Vogliamo dimostrare che tra noi e loro non c'è troppa differenza». Dallo scorso 11 novembre il San Siro rossonero non è più un tabù per la Roma. Spalletti chiede un'altra serata magica ai suoi giocatori. Stavolta, però, Aquilani e la sua «rabona» saranno solo spettatori. «Vorrei rivedere - spiega l'allenatore - la stessa squadra che ho visto più volte in questo campionato, anche dopo la sosta natalizia. A Livorno abbiamo fatto una buonissima partita: se nove uomini si rinchiudono in quindici metri di campo è impossibile giocare in velocità». La gara contro i toscani ha evidenziato un problema «storico» dei giallorossi: l'assenza in organico di una punta di peso. «È vero quella è una caratteristica che ci manca. Ma se avessimo un giocatore di quel tipo, dovremmo toglierne un altro». Dategli Adriano e vedrete che un posto si troverebbe. Per ora, tecnico e società puntano su quelli che a Trigoria ci sono già. «Crediamo in Vucinic - spiega Spalletti - che ancora non ha fatto vedere le sue reali qualità. Martinez? Dobbiamo ancora prendere una decisione. Sul mercato siamo vigili: se capiterà qualche occasione ci faremo trovare pronti». Inevitabile un passo indietro sull'espulsione di Totti. «Ripeto: non era da buttare fuori. Lui è un grandissimo uomo, oltre che un campione. Sono contento della decisione del Giudice Sportivo: mi aspettavo due giornate a Vito Scala per simulazione... ». Dall'umorismo toscano, a una «punzecchiata» al rivale Ibrahimovic che avrebbe detto: «Se avessi reagito come Totti, avrei pagato di più». «Sono abituato a guardare a casa mia e mi farebbe piacere che anche gli altri facessero così» taglia corto Spalletti che usa il bastone anche con alcuni suoi giocatori, rei di aver alzato la voce contro Ayroldi nel dopo-gara a Livorno. «Non c'è nessuna presa di posizione contro la Roma e di conseguenza bisognerebbe stare più attenti a quello che si dice». Poi analizza la situazione dei rinnovi di Chivu, Mexes e Mancini. «La società ha parlato chiaro e ha intenzioni positive verso tutti e tre. Poi bisognerà vedere che succede quando verrano affrontati i discorsi. Il Real in pressing su Mexes? Non mi risulta». Martedì Panucci ha promesso uno scudetto entro due-tre anni. «Siamo migliorati e possiamo farlo ancora ma arrivare primi non sarà mai facile. Sotto l'aspetto del budget è difficile andarsi a confrontare con colossi come Inter o Milan. Siamo svantaggiati ma questo non significa che non si può essere competitivi

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