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Alla ricerca di un'identità rassicurante

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Ma tutto dipende da quale Lazio affronterà i viola nel mezzo dell'ottobrata romana e dentro uno stadio biancoceleste non ancora terra straniera come sul versante giallorosso. Pare un irrisolvibile quiz, visto che potrebbe affiorare indifferentemente, dalle scelte di Delio Rossi, la formazione quaresimale già azzerata a Udine e dal Milan oppure quella assatanata che strapazzò in rimonta furibonda il Palermo. Perché se da un lato le tre vittorie ottenute all'Olimpico fanno sognare, bisogna ammettere il disorientamento da trasferta causa quell'unico punto rimediato a Cagliari su tre tentativi. Come Giano bifronte la Lazio alterna prestazioni insulse a trasformazioni da applausi, senza lasciarsi identificare, senza offrire validi riferimenti per un giudizio durevole. Così ora sappiamo che tra poco si sfideranno due club decaduti già appartenenti alle sette sorelle del calcio di inizio millennio e i ragionamenti dei più ottimisti portano fatalmente a un Delio Rossi che sappia inquadrare definitivamente la sua squadra, cercando di darle un'identità rassicurante. Anche perché il match davanti all'ex Stefano Fiore rappresenta un viatico attendibile per il prossimo derby, appuntamento da non sbagliare affinché non cresca la febbre delle contestazioni nei confronti del presidente Lotito, tuttora imbattuto nelle stracittadine. Siamo ad una sorta di red rationem e poco importa ai tifosi la sponsorizzazione annunciata in settimana con l'Ina-Assitalia, che già accompagnò la vincente cavalcata romanista nel 2001. Anzi, c'è pure il rischio che l'ulteriore flusso economico in entrata accresca le incomprensioni fra la frangia dei contestatori e il parsimonioso gestore. Così tocca ai giocatori più rappresentativi restituire un po' d'armonia all'ambiente, mentre desta compiaciuta meraviglia la decisione-Di Canio di chiamarsi fuori, proprio per puntare ogni sua energia su domenica 23 ottobre, che è ancora lontano, come ripete preoccupato il tecnico di Formello, specificando che ogni sfida dovrebbe determinare le tensioni del prossimo derby. Obiettivo irraggiungibile? Al cospetto di Prandelli, Cribari affiancherà Siviglia nel canonico 4-4-2, ed è già qualcosa pensando alle amnesie del depennato Stendardo. Tuttavia prescindendo dagli uomini (mancherà sempre Cesar e forse Mudingayi, il cui ginocchio continua a preoccupare) risulterà determinante il mutuo soccorso nell'occupazione degli spazi, oltre alla determinazione che verrà profusa nell'assalto all'arduo ostacolo. Forza, Rocchi e Di Canio, davanti, restano i favoriti, e in un memorabile slancio collettivo potrebbero trovare la loro domenica ideale. Anch'essi sanno che la Lazio deve recuperare un'anima senza suscitare presentimenti negativi. Forse è complicato, però non impossibile. Per il momento l'unico traguardo irraggiungibile è il consenso plebiscitario per Lotito.

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