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Gaucci (Perugia): «Non me ne frega niente»

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La nuova società granata si iscriverà alla serie B utilizzando il lodo Petrucci. «Sebbene adesso io abbia in mano le sorti granata, non c'è niente da festeggiare — dice l'avvocato Gianni Marengo, patron della neonata società — perchè il Toro ricomincia dalla B invece di giocare in serie A». Venerdì a mezzogiorno il Torino Football Club si presenterà ufficialmente al popolo granata, si parla però già dell'allenatore, con i nomi di Zeman e Papadopulo, ma anche di Mondonico. «Non voglio fare promesse ai tifosi granata, garantisco solo che non ci dimenticheremo di loro e dello stadio Filadelfia — ha detto ancora Marengo — sicuramente rispetto a chi ci ha preceduto non faremo debiti. Chi accumula debiti magari vive un giorno o un anno da protagonista, ma poi si gioca il futuro». Il Consiglio Federale di giovedì assegnerà ufficialmente il titolo sportivo alla nuova società. «Da lì partiremo, con la consapevolezza che ci attende un lavoro gigantesco per fare il miglior campionato possibile». «Il Consiglio di Stato non ha accolto il ricorso del Perugia? E vabbè, che dobbiamo fare... non me ne frega niente». Luciano Gaucci commenta così la decisione che ha confermato l'esclusione dal campionato di serie B della società presieduta dal figlio Alessandro. «Nessun commento, mi sono rotto...» sono le poche parole che si lascia sfuggire al telefonino Gaucci. «Abbiamo dato mandato alla magistratura — ha concluso l'ex presidente biancorosso — e tutto il resto non ci interessa». «Non ci sono più speranze, è passata la linea della tolleranza», afferma Stefano Vinti, componente del pool dei legali del Napoli dopo la notizia della bocciatura del ricorso da parte del Consiglio di Stato. Per Edoardo Chiacchio, capo del pool dei legali, «abbiamo assistito a una sconfitta delle regole, calpestate e profanate. Ci sono alcuni club che hanno pagato tra ieri e l'altro ieri». F. Bov.

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