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L'opinione

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In realtà, non sbagliano quanti paventano un campionato sotto il solito rischio dei maggiordomi giudicanti; cioè deformato nei suoi valori più importanti, quasi non bastassero almeno dodici squadre da A2 ritualmente spacciate nelle sfide al vertice. Che prevede tre regine e tanti snodi-scudetto appassionanti, senza trascurare minori possibilità interiste (o laziali e parmensi) abbastanza giustificate dentro svolgimenti credibili. Vogliamo sperare nell'aggancio d'una doverosa normalità organizzativa, mentre Luciano Gaucci rilancia pesanti sospetti e auspica inascoltato l'avvento dell'autonomia arbitrale? Le ultime nefandezze allungano l'elenco stagionale degli strafalcioni sparsi nell'attività professionistica e rendono indifendibili tanto Paolo Bergamo quanto Pierluigi Pairetto, l'anomala coppia di designatori che ricava cinquecentomila euro annuali da ribadite inadempienze. Facile ricordare gli abbagli fuorvianti di Tombolini, Dondarini, Farina, Gabriele e Bolognino, fischietti inquietanti che spesso guadagnano oltre cinquemila euro a prestazione per mortificare i regolamenti calcistici. Imbarazzante aggiungere che la simulata restaurazione del settore non ha prodotto miglioramenti palpabili, amplificando anzi quella sudditanza psicologica cui alludono le squadre piccole e sempre vessate negli episodi dubbi. Come se risultassero al dunque canzonature i pentimenti estivi, quando vennero riconosciute pubblicamente le «punizioni» anti-Roma, causa i signori Bertini. Messina, Racalbuto, Trentalange, Dondarini e Farina. Come se mediocrità e servilismo non affiorassero pure nella categoria dei collaboratori di campo, un tempo chiamati guardalinee, con prevaricazioni diffuse e sbagliate sugli orientamenti arbitrali. Poi, scattano provvisorie sospensioni che non estirpano i Puglisi di circostanza, nonostante il loro tifo acclarato, dannoso e poco deontologico, Poi, capita che l'arcangelo Gabriele (Gaucci dixit!) prosegua impunito il suo apostolato juventino, a dispetto di simpatie bianconere respirate ogni giorno in un club familiare della provincia laziale. Sì, le stonature sono innumerevoli. E noi ci permettiamo di suggerire sommessamente il taglio urgente dei rami secchi, per non falsare la stupenda corsa verso il prossimo titolo tricolore. Le gesta di Totti, Nedved e Shevchenko meritano applausi incondizionati, senza riferimenti offensivi. Gli spettacoli dei dominatori pretendono arbitri internazionali accomunati da analogo spessore tecnico e morale, senza assegnare ai superstiti affidabili gare di livello avvilente, con la scusa del sorteggio parzialmente aleatorio. Bergamo e Pairetto hanno le ultime chances per redimersi. Forza, prima che la gente abbandoni nauseata il circo dei goffi privilegi.

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