Eros Ramazzotti fa sognare lo Stadio Olimpico: "Adesso tu" è da brividi
“Mi chiamo Eros, vengo da Cinecittà, Ormai non ho più 20 anni, ma la musica mi piace tanto e penso che voglio morire sul palcoscenico, perché la musica è la mia vita". Questo è Eros Ramazzotti il simbolo della musica italiana degli anni 80 e 90 che è riuscito a consolidare la sua immagine nel tempo. Fa parte di quella generazione di cantanti che hanno fatto la storia e che oggi sono amati sia dai genitori che dai figli. Eros Ramazzotti che questa sera ha incantato i 42000 dello Stadio Olimpico della Capitale. Eros canta l’amore in ogni sua sfaccettatura, mostrando un percorso di crescita e maturazione nel corso degli anni per quanto concerne il modo in cui affronta lo stesso tema da ormai decenni- “La vita, la vita non l'ho mai capita. Arriva, va, inizia, finisce, scorre, pulsa, cresce, meraviglia, stupisce, sconvolge, avvolge, coinvolge, confonde, cura, ferisce, costruisce, distrugge la vita – dice Eros. Moltiplica, sorprende, accompagna, tradisce, perdona, diverte, gioca, reclama, ricomincia, genera, fiorisce, illumina, svanisce, ama. Io non l'ho mai capita. Voi?”. E su queste parole partono le note di “Adesso tu” il brano con cui Eros Ramazzotti partecipò al suo terzo Festival di Sanremo consecutivo, nel 1986, e con il quale vinse il concorso canoro nella categoria “big”. Delirio all’Olimpico (Carmen Guadalaxara).
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