G7, il chiarimento e i sorrisi tra Meloni e Trump: lo scambio di battute a Evian
Un "incontro di chiarimento" ieri a margine della cena dei leader del G7, ma senza "battute, né scherzi" sottolineano fonti diplomatiche italiane. Battute che però poi arrivano nella prima giornata del summit in corso a Evian, tra strette di mano, sessioni di lavoro e foto di famiglia. Dopo un periodo decisamente complicato sull'asse Roma-Washington, caratterizzato da un'assenza di contatti lunga mesi, tra Giorgia Meloni e Donald Trump è il momento del 'disgelo'. Un bilaterale tra la premier e il presidente americano non è ancora in agenda, e potrebbe anche non tenersi nella località che si affaccia sul lago Lemano, ma intanto i due si incrociano e si parlano ancora, sia prima del pranzo di lavoro sul Medio Oriente - che segue la riunione sull'Ucraina in cui i leader del G7 alla presenza di Zelensky riaffermano con compattezza il sostegno a Kiev e la pressione su Mosca - sia dopo la foto di famiglia scattata sulla pedana allestita nel giardino dell'Hotel Royal.
Nelle immagini fornite da palazzo Chigi si vede Meloni che prima di prendere il suo posto in sala si avvicina al tycoon già impegnato a conversare con il cancelliere tedesco Merz. Al trio si aggiunge quindi anche il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. E' a questo punto che scatta il siparietto con il politico portoghese che stuzzica la premier. "Siete di nuovo amici", dice facendo riferimento a Trump e innescando la rapida replica dell'inquilina di palazzo Chigi: "Siamo sempre stati amici". Il leader americano quindi, ascoltando l'affermazione, si inserisce sorridendo con una battuta: "I was abandoned", ovvero "sono stato abbandonato...". Dopo le parole del tycoon è quindi Meloni a riprendere la parola e ridendo afferma: "No, non è vero!". Insomma, battute e sorrisi. Quelli che al mattino vengono smentiti rispetto alla cena del giorno prima, caratterizzata piuttosto da un "utile scambio" nel corso del quale la premier ribadisce al tycoon "quel principio di unità dell'Occidente che è assolutamente necessario in questo momento di grandi crisi internazionali", principio chiarito "da entrambe le parti" spiegano le fonti diplomatiche italiane.
"In questi mesi - ricordano le stesse fonti - c'era stata una certa chiarezza da parte di Meloni su alcune uscite pubbliche del presidente" Trump ed "è stato chiarito da parte di entrambi come è importante in questa fase il concetto di unità", su cui la premier "insiste sempre e crede realmente". Unità che il G7 mostra nel momento di affrontare il dossier Ucraina, al centro della prima sessione di lavoro del summit da cui emergono tre elementi "molto chiari", riferiscono sempre le fonti diplomatiche. Il primo è quello di un gruppo "molto compatto" a sostegno di Zelensky, il secondo è collegato al fatto di "rafforzare e continuare nel sostegno energetico e in materia di difesa aerea a Kiev". Infine, il terzo punto "condiviso" dai leader del G7 è quello di "continuare e se possibile aumentare la pressione nei confronti" della Russia. Sono concetti che Meloni ribadisce nel corso della riunione spiegando che "Mosca non può pretendere, nei negoziati, concessioni territoriali che non è riuscita a ottenere militarmente".
L'obiettivo, ricorda la premier, "resta quello di favorire un confronto diretto tra Zelensky e Putin, ma spetta a Mosca dare quei segnali concreti di volontà di pace che finora sono totalmente mancati". Pronto a spendersi è anche Trump, secondo il quale "la Russia dovrebbe trovare un accordo". "Ho parlato con Putin domenica", ricorda quindi prima di aggiungere: "Ho risolto otto guerre. Pensavo che questa sarebbe stata la più facile da risolvere. Farò tutto il possibile". Senza esclude il ripristino delle sanzioni Usa al petrolio russo: "Beh, presto potremo farlo perché il petrolio ora sta scorrendo. Quindi, avevamo revocato le sanzioni perché, ovviamente, non intendevamo ostacolare il petrolio". In attesa di capire se il bilaterale con Trump ci sarà o meno, Meloni vede a margine del summit sia il leader canadese Mark Carney (che in tema di minerali critici ringrazia "per la decisione di riservare all'Italia un accesso prioritario alle sue scorte, garantendo la sicurezza delle catene di approvvigionamento") che il presidente degli Emirati arabi uniti, Mohamed bin Zayed. Con quest'ultimo la premier discute della situazione nella regione alla luce del memorandum d'intesa siglato tra Iran e Stati Uniti, concordando sulla necessità di sostenere gli sforzi internazionali volti ad assicurare la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Il Medio Oriente è anche al centro della pranzo di lavoro nel corso del quale Meloni sottolinea il ruolo "strategico" dei paesi del Golfo, ribadendo che l'Italia è "pronta a continuare il proprio contributo alle missioni volte a garantire la sicurezza dei traffici commerciali".
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