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4 di Sera, braccianti arsi vivi. Capezzone: "Immigrazione, bisogna gestire i numeri"

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Quattro braccianti migranti sono stati uccisi bruciati vivi ad Amendolara, nel Cosentino, e la procura di Castrovillari ha disposto il fermo di due cittadini pakistani, accusati di omicidio plurimo aggravato. Il caso ha suscitato molta attenzione alle cronache e se n'è discusso anche in diretta a 4 di Sera, trasmissione di approfondimento condotta dal giornalista Paolo Del Debbio su Rete 4, dov'è intervenuto oggi 3 maggio il direttore de Il Tempo Daniele Capezzone.

"Chiunque abbia il cuore e la testa al posto giusto può solo provare orrore, nausea, davanti a questa infamia, a questa infamia - ha commentato - È perfino ingiusto parlare di bestie, perché le bestie queste cose non le farebbero ad altre bestie". Per il direttore, questa vicenda "così orribile" suggerisce più aspetti. Il più evidente è che non solo l'immigrazione clandestina, ma "anche l'immigrazione cosiddetta regolare, quando è su numeri eccessivi, crea disastri, non è gestibile". Perché "se va bene c'è solo il degrado, se va male ci sono i crimini". Capezzone ricorda infatti che "l'8% di popolazione immigrata in Italia è responsabile del 34% dei crimini, la metà degli stupri, la metà delle rapine, la metà dei furti".

Per il direttore, quindi, la prima cosa da fare è quella di stabilire dei numeri. "Con numeri piccoli le cose le gestisci, con numeri grandi avoglia a dire che l'immigrazione era regolare, non integri niente, è un disastro" ha concluso.

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