Sanremo 2026, Miss Italia contro Ditonellapiaga: “Risarcimento”. La replica al veleno
Si infiamma lo scontro su Sanremo 2026. Il Concorso Miss Italia contesta, in una nota, "l'uso indebito della denominazione 'Miss Italia' da parte della cantante Ditonellapiaga, che l'ha utilizzata quale titolo di un proprio brano musicale, nonché dell'album in cui esso è inserito". "Il testo della canzone, inoltre, contiene - si legge ancora nella nota - espressioni e giudizi ritenuti lesivi della dignità e dell'onore delle ragazze che partecipano al Concorso". "Tale condotta risulta gravemente pregiudizievole dei diritti esclusivi connessi alla denominazione 'Miss Italia', nonché dell'immagine e della reputazione del Concorso e delle sue partecipanti", proseguono i rappresentanti del concorso. "Per tali ragioni, il Concorso Miss Italia ha conferito mandato agli Avvocati Prof. Avv. Pieremilio Sammarco e Vincenzo Larocca affinché intraprendano le più opportune azioni giudiziarie volte a inibire l'ulteriore utilizzo della denominazione 'Miss Italia' e a ottenere il risarcimento dei danni subiti e subendi", conclude la nota.
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Accuse spedite al mittente dalla cantante. "Il testo è inedito, nessuno ha insultato nessuno e parla di me e del rapporto con la perfezione. Se loro hanno ritenuto che fosse offensivo evidentemente non hanno la sensibilità per poter capire che parlo di me e non parlo male del concorso", ribatte la cantautrice 29enne in conferenza stampa all'Ariston. "Non ho detto che le ragazze che vi partecipano sono disperate, ma che stanno male, parlo di me, che vivo male la mia bellezza. Non ho mai detto che chi partecipa a Miss Italia è una disperata o una sfigata. Il testo parla di nascondere la disperazione con il trucco", precisa l'artista romana che si appella anche all'autoironia. "Non so se abbiano sentito il testo della canzone. Sono cose legali e io non conosco il 'legalese'. Il senso del disco è il rapporto con la perfezione e con la bellezza. Mi spiace speravo in un po' di autoironia, questo è il mio spirito ma non è quello di tutti", conclude.
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