Altro che "temporanei": i tendoni del Comune per i senzatetto restano fino al 2030
Altro che soluzione temporanea per il Giubileo. La giunta Gualtieri ha deciso, di fatto, di rendere permanenti le tende-dormitorio per i senzatetto impiegando su quattro anni, fino a fine 2030, quasi 20 milioni di euro. La gara d’appalto indetta dal dipartimento Politiche sociali lo scorso 29 luglio (lo stesso giorno - ma è una casualità - dell’incendio che ha portato alla chiusura del centro sociale Spin Time) ha un valore di 19.186.454,50 euro su quattro lotti, ciascuno corrispondente a una tensostruttura comunale per 250 posti totali. Nessuna sorpresa per tre dormitori su quattro, che restano nella collocazione decisa dal Campidoglio alla vigilia del Giubileo, ovvero vicino alle stazioni Termini, Tiburtina e Ostiense, dove già normalmente si radunano numerosi clochard. La quarta, che era stata collocata in via delle Fornaci, vicino alla stazione San Pietro, verrà invece spostata «nei pressi del parcheggio del nosocomio San Camillo-Forlanini». Lo si scopre leggendo le risposte fornite dalla stazione appaltante a un quesito specifico posto da un utente sulla piattaforma online degli appalti comunali. Intanto l’operazione «tendoni» delle Politiche sociali capitoline, con il placet del sindaco Roberto Gualtieri, sta per arrivare in Parlamento.
Il deputato romano di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, ha annunciato infatti che presenterà un’interrogazione «per far luce sulla correttezza dell’azione amministrativa di Roma Capitale, sull’impatto sulla sicurezza urbana e sul rischio di un grave danno erariale legato all’impiego pluriennale di enormi risorse pubbliche per soluzioni precarie, sollecitando al contempo le opportune verifiche della Corte dei Conti sulle modalità di spesa dell’Ente». Secondo Mollicone, «trasformare presidi provvisori in baraccopoli "infinite" fino al 2030 non solo devasta il tessuto urbano e la sicurezza quadranti strategici di Roma, ma dimostra il fallimento totale delle politiche sociali e urbanistiche di Gualtieri».
Capitale dei senzatetto, sono oltre 40 mila. Picco in Centro e nel Municipio VII
Prima di attirare l’attenzione degli eletti a Montecitorio, del resto, le tensostrutture per i senzatetto sono state criticate pesantemente dall’opposizione capitolina e municipale, che ha raccolto le preoccupazioni dei residenti dei quartieri interessati. Soprattutto quelli del quadrante Termini-San Lorenzo (su cui oltretutto la Prefettura ha imposto la zona rossa per motivi di sicurezza) hanno pregato l’Amministrazione di evitare di aggiungere il dormitorio alle già numerose strutture, soprattutto mense, dedicate ai senza fissa dimora e presenti in pochi chilometri quadrati. Servizi che secondo i residenti hanno finito per «attirare» sempre più persone nella zona, non sempre pacifiche e innocue.
Inascoltati anche gli appelli a individuare nello sterminato patrimonio immobiliare capitolino dele strutture idonee a diventare dormitori stabili, più dignitosi per gli stessi clochard. Gualtieri infatti è rimasto fermo sulla decisione presa: secondo il sindaco, le tensostrutture non creano degrado ma lo eliminano. Ecco allora spiegato l’investimento di quasi 20 milioni di fondi pubblici per tenerle in piedi. La gara in corso prevede la fornitura di posti letto, pasti (colazione, pranzo e cena), lavaggio di indumenti, fornitura di biancheria e kit igienici, presa in carico del senzatetto per indirizzarlo ai servizi sanitari e sociali del territorio. Le tende le fornisce Roma Capitale: il Comune, infatti, le ha comprate spendendo 1,35 milioni di fondi del Giubileo, più quasi 200 mila per l’allestimento. Già questo, forse, doveva far capire che quei tendoni sarebbero stati tutt’altro che provvisori.
Dai blog
Gladiatore al Circo Massimo, Harry Styles sceglie Roma
Prince inedito, con Timeless arrivano dieci canzoni nuove
The Beatles a Abbey Road, tutti sul set per i 4 film di Mendes