Cerca
Edicola digitale
+

Auto e moto abbandonate a Roma, rimosse 200 al mese

Esplora:

Valentina Bertoli
  • a
  • a
  • a

Pneumatici sgonfi, vetri sporchi o rotti e la carrozzeria ormai rovinata dal sole e dalla pioggia. Si presentano così i veicoli abbandonati nelle vie e nelle piazze della Capitale. Dal centro alla periferia, giacciono in strada per mesi o per anni e saltano all’occhio in piena estate, quando i residenti vanno in vacanza e i parcheggi si svuotano. Relitti urbani fatiscenti, privi di elementi identificativi (come la targa) e di parti essenziali, che vengono lasciati dove capita e che contribuiscono a far sprofondare aree dell’antica Urbe nel degrado. Censirli è pressoché impossibile, ma la polizia locale, cui spetta il compito di rimuoverli, tiene conto delle segnalazioni dei cittadini e degli interventi effettuati. I numeri sono impressionanti: dall’inizio del 2026 al 31 luglio scorso, più di 1600 romani hanno lamentato la presenza di vetture o moto abbandonate nel loro quartiere. Comunicazioni alle quali hanno fatto seguito le operazioni dei vigili urbani. Di questi mezzi, 1500 sono risultati con caratteristiche tali da poter essere considerati in stato di abbandono e sono stati pertanto portati via secondo l’iter previsto dalla legge. Tradotto: i caschi bianchi hanno liberato almeno 215 stalli al mese. La quota restante è quella dei controlli che hanno dato esito negativo, cioè quando i mezzi non sono stati trovati sul posto o sono stati associati a un titolare.

 

 

Ma come funziona? La legge prevede la diffida al proprietario affinché rimuova il veicolo. Se questo non ottempera all’obbligo, si procede d’ufficio. Il tempo massimo di giacenza in deposito è di 60 giorni. Qualora dovesse persistere l’inerzia, il veicolo diventa giuridicamente un rifiuto speciale pericoloso. Ciò vuol dire che verrà rimosso e che scatteranno sanzioni amministrative o denunce all’autorità giudiziaria. Ci sono poi casi di maggiore complessità che possono dilatare i tempi di intervento. Ad esempio se il titolare risulta irreperibile o deceduto o se si tratta di veicoli di società fallite o con sede all’estero. Per le auto o le moto oggetto di furto, invece, è prevista un’attività di polizia giudiziaria. Se non è possibile rintracciare il proprietario o il denunciante per riaffidargli il mezzo, scatta il sequestro del veicolo, che viene messo a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa di restituzione all’avente diritto.  Il servizio della polizia locale mira a garantire il decoro urbano e la sicurezza delle strade, intervenendo su mezzi che potrebbero rappresentare un rischio o un disagio per la comunità, ma non arriva a risolvere il problema del tutto. Tant’è che spesso sono i residenti stessi a scendere in campo.

 

Sui social sono tante le pagine create per segnalare la presenza di mezzi malandati e fermi da lungo tempo. L’obiettivo degli utenti è di rintracciare il proprietario o, magari, ottenere la liberazione di uno spazio utile. Non succede poi di rado, infatti, che i cittadini siano costretti a fare giri immensi in cerca di un parcheggio e che, rossi di rabbia, maledicano chi ha occupato uno dei pochi stalli sotto casa con un’auto destinata a marcire lì. Il III Municipio «è uno sfascio a cielo aperto», tuona il capogruppo di Fratelli d’Italia dell’ex circoscrizione, Manuel Bartolomeo, che prosegue: «Anche la polizia locale si trova spesso imbrigliata nelle lungaggini burocratiche necessarie per contattare i proprietari prima di poter procedere alla rimozione delle autovetture abbandonate». Gli fa eco Marco Palma, consigliere del Municipio XI. «All’inizio degli anni 2000 avviai un’iniziativa: affiggevo sui veicoli in stato di abbandono cartelli con su scritto "Di chi è questa?", sperando di agevolare le operazioni di rimozione. La situazione non è cambiata e mezzi di tutti i tipi affollano le nostre strade. Ecco perché, dopo questa iniziativa de Il Tempo, mi metterò a disposizione dei cittadini del mio Municipio e cercherò di stilare un elenco di eventuali segnalazioni», dichiara. I nostri lettori potranno invece scrivere su WhatsApp al numero della Cronaca di Roma (3498862906) e diventare protagonisti dello spazio che viene loro dedicato ogni giorno.
 

Dai blog