Maranza in monopattino l'ultimo incubo dei turisti
I nordafricani colpiscono "in corsa", almeno 10 arresti nell'ultimo mese
Da giocattoli urbani destinati al tempo libero a mezzi di trasporto utilizzati per strappare dal collo dei turisti catenine d’oro e fuggire nei vicoli del centro storico. È questa la più allarmante delle metamorfosi subite dai monopattini elettrici che da almeno sei anni sfrecciano nella Capitale. A guidarli, con l’obiettivo di raggiungere la "preda", scipparla e sparire, sono i "maranza", quei ragazzi nordafricani, arrivati in Italia come minori stranieri non accompagnati, che si sono radicati nel cuore dell’antica Urbe per provare a farne una zona franca. Il fenomeno è esploso all’alba dell’estate: da quando le vie e le piazze sono tornate a popolarsi, il ronzio elettrico dei veicoli a due ruote ha iniziato a confondersi con i suoni della movida e a essere il preludio di agguati fulminei. Gang di "maranza" si sono organizzate per battere le strade maggiormente frequentate e mettere a segno colpi in serie nelle aree dalle quali difficilmente si torna a casa con le tasche vuote.
Ogni sera si ritrovano in largo Gaetana Agnesi, la terrazza che affaccia sul Colosseo in cui lo scorso 2 luglio hanno assaltato un’auto dei vigili urbani, salgono sulle "tavolette" e si dividono tra le vie del centro storico. Pantheon, Torre Argentina, Campo de’ Fiori e Trastevere. A quel punto, appena fiutano "l’affare", colpiscono. Accerchiano la vittima, che spesso è appena uscita da un locale, e la avvicinano per derubarla. Un modus operandi collaudato che i carabinieri della Compagnia Centro hanno avuto modo di studiare e contrastare con retate e analisi delle telecamere di videosorveglianza. I numeri sono impressionanti: solo nell’ultimo mese, vale a dire dalla seconda metà di luglio a Ferragosto, i militari hanno fatto scattare le manette per almeno dieci nordafricani.
«Sono per lo più soggetti egiziani, tra i 16 e i 25 anni, e si muovono spesso in coppia. Uno è alla guida del monopattino, privato o a noleggio, e l’altro scende dal mezzo giusto il tempo di scippare il turista. Di frequente usano spray al peperoncino e lame per minacciare e immobilizzare la vittima, ma arrivano anche ad aggredire i militari intervenuti per bloccarli», spiega il maggiore Angelo Pio Mitrione, che guida i carabinieri della Compagnia Centro. Dietro ai colpi, però, non c’è una vera e propria regia. «Sono delinquenti che si incontrano di sera e si mettono d’accordo per fare una rapina. Più che di organizzazione, parlerei di emulazione. Sui social pubblicano video che li ritraggono in azione e ostentano questa predisposizione criminale», continua il maggiore. Su TikTok, per esempio, i nordafricani lanciano la sfida alle bande rivali e vanno a caccia di click. In ballo c’è il controllo del centro storico. Contenuti che calamitano l’attenzione dei follower e che spiegano perché la parola "maranza" sia la seconda più cercata (dopo femminicidio) sul portale treccani.it dall’inizio del 2026.
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